3 modi in cui le aziende useranno i social nel 2017

Come si fronteggia il calo del reach organico delle pagine aziendali?
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La fine di un anno e l’inizio di quello nuovo sono spesso un’occasione propizia per fare bilanci. In termini personali, certo (ah, i buoni propositi di gennaio!). Ma anche per le aziende: bisogna capire cosa è andato bene, per replicare il successo. Bisogna anche fare un po’ di autocritica e lavorare su cosa si può migliorare. Su tutti gli aspetti del business, in particolare su comunicazione e marketing. Già perché nel mondo iper-connesso ci sono tante opportunità per chi sa coglierle, ma anche tante possibilità di errore dietro l’angolo.

Vediamo innanzitutto una buona e una cattiva notizia riguardo il social media marketing nel 2017. E poi i 3 modi in cui le aziende useranno questo canale di comunicazione per promuovere la propria attività, secondo FastCompany.

La buona e la cattiva

Partiamo con la cattiva. Purtroppo non è nemmeno una notizia, dal momento che lo sanno tutti. Nel 2017, però, questo trend raggiungerà il suo quinto “anniversario”. E andrà consolidandosi col tempo.

Sempre meno utenti guardano i post di aziende e brand su Facebook, a causa dell’algoritmo del News Feed e dell’elevata concorrenza. Una novità che il social di Menlo Park introduceva 5 anni fa, nel 2012. Da allora la percentuale di follower che guarda gli aggiornamenti delle aziende è calata dal quasi 100% iniziale al 16-12%, arrivando addirittura al 2. Una tendenza che alcuni vedono giungere anche su altri social: su Twitter, per esempio, dove si sperimentano le notifiche push, per spingere determinati contenuti, e i “best Tweet”. Questo vuol dire che sempre di più, gli investimenti in annunci e ads si rendono necessari.

La buona notizia è che, malgrado ciò, le persone si affidano in misura maggiore ai social media per operare importanti scelte di acquisto. Analizzando il comportamento di 20mila consumatori europei, McKinsey ha recentemente dimostrato che i suggerimenti sui social hanno significativamente influenzato la decisione di acquistare un prodotto/servizio nel 25% dei casi. Stiamo parlando di circa il 5-10% in più rispetto a precedenti stime simili. E il trend è in crescita.

Cosa faranno le aziende per agguantare il trend positivo in questo 2017? Scopriamolo.

1. Investire di più

Alcune stime riportano che l’80% delle aziende intende spendere di più nella pubblicità sui social media nell’anno in corso. D’altronde non è un mistero che per sostenere il successo nel social media marketing è necessario investire in advertising. 

Una brutta notizia per chi pensa che Facebook e simili siano uno strumento gratuito di promozione. Ma la buona notizia è che a differenza di altri canali, i social media richiedono ancora investimenti contenuti. E che soprattutto consentono possibilità di profilazione dei clienti mai viste prima. La quantità di dati che queste piattaforme raccolgono (facendo aumentare la preoccupazione per chi si occupa di privacy e diritti del web) è una miniera d’oro per i marketer e le aziende.

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2. Coinvolgere i dipendenti

Secondo FastCompany, tra i trend del 2017, ci sarà anche il maggiore coinvolgimento dei dipendenti nelle politiche social delle aziende. D’altronde non è un mistero che Facebook ‘premia’ i contenuti condivisi dalle persone, più che dai brand:

  • I contenuti condivisi dai dipendenti hanno in media 8 volte più interazioni della media
  • Gli stessi sono a loro volta ri-condivisi dagli amici 25 volte più frequentemente

Ovviamente questo non può diventare un obbligo. I collaboratori devono “volere” diffondere i post aziendali, perché ne condividono i valori di fondo e perché pensano che siano rilevanti per i propri amici e follower.

3. User Generated Content

Di User Generated Content  – contenuti generati dagli utenti – si sente ormai parlare da anni. Per FastCompany, il 2017 è l’anno buono per la diffusione su vasta scala.

Si tratta di un modo per coinvolgere i consumatori in prima persona, creando dei legami più profondi con loro. Non solo: sono spesso una fonte eccellente di buoni contenuti, potenzialmente virali. Anche in questo caso, i limiti che Facebook pone al reach delle Pagine aziendali, sono raggirati grazie alla condivisione di contenuti brandizzati da parte di persone “fisiche”.

Foto: Christiaan Colen

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