#SocialPoliticsDay. Le elezioni al tempo dei social: “la politica, oggi, ha la grande opportunità di utilizzare i social media al fine di toccare virtualmente la pancia del Paese”

Claudio Barbaro, dirigente sportivo e presidente dell'Alleanza Sportiva Italiana, neoeletto parlamentare per la Lega, ha commentato, con noi di SocialCom Italia, le elezioni politiche 2018 ed il ruolo svolto dai social media nella comunicazione politica delle forze in campo.
claudio barbaro

Perché gli elettori hanno deciso di cambiare tutto, con il loro voto – durante le elezioni politiche 2018 – e cosa si aspettano dal governo che verrà? Proverà a dare una risposta una ricerca condotta analizzando le conversazioni degli utenti italiani sui social media, nel periodo pre e post elettorale, durante l’evento dal titolo “#SocialPoliticsDay. Le elezioni al tempo dei social”.

L’evento, che si svolgerà martedì 10 aprile, dalle 15.30, negli spazi del Salone Angiolillo di Palazzo Wedekind in Piazza Colonna, 366 – a Roma, è organizzato da SocialCom – digital community guidata da Luca Ferlaino, impegnata nel monitoraggio, la valutazione e l’anticipazione delle tendenze nell’ambito della comunicazione digitale – in collaborazione con Talkwalker, piattaforma di analisi dei contenuti della rete, e il quotidiano “il Tempo“, che offrirà la sua sede storica come location.
Contestualmente alla presentazione dell’analisi condotta attraverso lo studio delle conversazioni in rete, gli ospiti affronteranno un dibattito centrato proprio sui temi suggeriti dal titolo dell’evento: perché gli italiani hanno deciso di cambiare tutto e cosa si aspettano dal governo che verrà.
Elezioni, socialmedia #socialpoliticsday
 Perché gli italiani, con il loro voto, hanno deciso di cambiare tutto e cosa si aspettano dal governo che verrà: i temi della ricerca che presenteremo durante “#SocialPoliticsDay”. Le elezioni al tempo dei social”. Qual è la sua opinione in merito?
Gli italiani hanno deciso di cambiare tutto perchè si sono stancati di una politica inconcludente e autoreferenziale, spesso ipocrita nella narrazione del paese. Hanno scelto di premiare soggetti capaci di contraddistinguersi per una buona dose di pragmatismo e fondati su una società che si auto-rappresenta.
Hanno punito la politica collusa con i salotti buoni, con le banche e la finanza per chiedere un ritorno alle politica del buon amministratore, del sindaco, del libero professionista rispettato e con grande conoscenza del suo settore.
Quanto hanno contribuito i social media al risultato elettorale rispetto ai media main stream?
I social sono stati determinanti nella circolazione e diffusione delle posizioni dei singoli canali. Non credo che si siano sostituiti alla potenza consolidata dei media tradizionali, ma senz’altro hanno costituito un canale con cui ciascuno è stato in grado di arricchire il suo palinsesto informativo – superando degli elementi di stortura che oggettivamente esistono – e di partecipare  liberamente al dibattito politico.
Oggi la politica è sempre più liquida e veloce: è la politica ad inseguire il feed dei social network o viceversa?
Diciamo che una certa politica insegue i feed ed è la politica che non voglio rappresentare. La politica come gestione delle cosa pubblica deve assumersi la responsabilità delle decisioni. Ha però la grande opportunità oggi di utilizzare i social al fine di toccare virtualmente la pancia del paese. Può potenzialmente analizzare meglio le conseguenze delle sue azioni.
Anche in comunicazione politica l’analisi dei dati diventa centrale, poiché riesce ad anticipare ed intercettare le tendenze della società più degli stessi sondaggi. Tuttavia, questo scenario pone una serie di interrogativi, come abbiamo visto nel recente caso che ha coinvolto Facebook. Cosa ne pensa?
Il recente caso che ha travolto Facebook dimostra una cosa molto semplice: che ogni strumento con grandi potenzialità può essere usato al meglio o al peggio. Che i dati in questo XXI secolo abbiano un grande valore e siano appetibili è lapalissiano. Sarebbe da ingenui pensare che un’azienda che punta al profitto come Facebook non pensi a monetizzarli. E’ il come lo fai però che fa la differenza. e’ questione di etica.
Vista la sua esperienza come presidente dell’Alleanza Sportiva Italiana, crede che lo sport possa attraverso i social network, influenzare la politica?
Come presidente di ASI credo che – a prescindere dai social media – la politica dovrebbe valorizzare al meglio il valore e il contributo offerto dallo sport al paese. Mi riferisco ad un apporto economico, ma anche umano. Per quanto riguarda i social, penso che l’associazionismo sportivo, che naturalmente è rete, possa utilizzarli al meglio per aiutare a guidare la percezione sulla sua reale consistenza.
Di queste tematiche – elezioni social, gestione dei social in politica, ruolo dei social network durante l’ultima campagna elettorale – continueremo a dibattere martedì 10 aprile, durante “#SocialPoliticsDay. Le elezioni al tempo dei social”. Per assistere all’evento è necessario accreditarsi inviando una email a info@socialcomitalia.com. Sarà, inoltre, possibile seguire il dibattito, anche sui social SocialCom: su Twitter, seguendo l’hashtag #SocialPoliticsDay ed il profilo @SocialComItalia, nonché in diretta video sulla pagina ufficiale di SocialCom, www.facebook.com/socialcomitalia.
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