#bastaunsì, #iovotono: la comunicazione al tempo del Referendum

Le ragioni del sì e del no, le strategie di comunicazione politica sul web, gli errori degli schieramenti: il punto sul Referendum
intervista-twitter

Non ci sono colpi bassi tra i due. Anzi, attestazioni di stima e perfino di affetto. La politica può essere anche questo. Loro due sono Francesco Nicodemo e Antonio Palmieri, su schieramenti opposti nella battaglia per il Referendum costituzionale di dicembre. Socialcom li ha intervistati su Twitter per fare il punto sulla campagna elettorale ed entrare nel merito delle strategie web e social dei due comitati.

Gli intervistati

Nicodemo, già responsabile Comunicazione del Partito Democratico, è oggi membro dello staff di Matteo Renzi, lato amministrazione trasparente. Fa parte, anche se non sarebbe necessario ribadirlo, del fronte del Sì al referendum del 4 Dicembre sulla Riforma Costituzionale.

Palmieri è invece responsabile Internet e nuove tecnologie di Forza Italia, deputato, membro del comitato per il No. Membro della Commissione parlamentare su Digitalizzazione e Innovazione nella PA, esperto di web marketing, autore del libro “Internet e Comunicazione Politica. Strategie, tattiche, esperienze e prospettive”.

Bastausì, indecisi, leoni da tastiera: i temi del dibattito

Si comincia da una constatazione: il dibattito sul Referendum sembra acceso sui social network, ma meno interessante per “l’uomo della strada”. Se Palmieri è fiducioso che i media, anche tradizionali, porteranno presto la discussione nelle case, Nicodemo ribalta la considerazione: le persone non ignorano la votazione del 4 dicembre, ma ci sono ancora molti indecisi.

Per entrambi i comitati si tratta dunque di coinvolgere quante più persone possibili: il quorum non c’è e far fallire la tornata elettorale non è un’opzione praticabile. Si va quindi per strada e online, ovunque ci sia possibilità di comunicare con le persone. Si fa campagna elettorale “anche con le tazze“, chiosa Nicodemo.

Entrambi gli intervistati concordano nel dire che, spesso, i toni sui social diventano eccessivi. Per Nicodemo si va “oltre i livelli accettabili“, mentre Palmieri sottolinea che lo scontro è fisiologico, ma c’è chi sfocia nella “patologia”, perché “perde i freni inibitori alla tastiera“.

Scambio di battute sull’ormai noto errore del comitato per il Sì. Nelle lettere che il premier Matteo Renzi ha inviato agli italiani all’estero, era contenuto un errore tipografico: nell’indicazione del dominio Internet ufficiale per la Campagna del Sì mancava una”enne”. www.bastaunsi.it è diventato così www.bastausi.it. Il comitato per il No ne ha approfittato acquistando il dominio sbagliato e reindirizzandolo al proprio sito web ufficiale.

Nicodemo è costretto ad ammettere che sulla ‘furbata’ del comitato per il No, “il punto va a loro“. Aggiunge però che bastausi è un semplice errore tipografico, votare No sarebbe un errore storico. Palmieri invece sostiene che il principale errore sarebbe astenersi. Il secondo, ovviamente, votare sì.

Sull’ultima domanda, i due esperti concordano solo in parte: se è vero che la Rete diventa sempre più importante per le campagne elettorali di tutto il mondo, essa non diventerà strumento unico. Ma mentre Palmieri ricorda la preponderanza della TV, Nicodemo sottolinea il contatto diretto: “Empatia e strette di mano restano insuperabili“.

Ecco l’elenco completo di domande e risposte su Storify:

La stima oltre la battaglia politica

Ebbene sì, anche in Italia si può fare lotta politica (anche dura), mantenendo il rispetto, la stima e persino l’affetto reciproci. Leggete questo scambio:

palmieri-nicodemo

E anche questa è una notizia!

Oltre Twitter

Il confronto è poi proseguito singolarmente con i due esperti. A entrambi è stato chiesto di elencare gli errori principali dello schieramento avversario.

Nicodemo ha risposto per punti:

  1. Incoerenza del fronte del No con le posizioni politiche sostenute negli ultimi 20 anni.
  2. Eterogeneità del fronte politico costruito: soggetti politici e non che si sono odiati e combattuti, adesso sono uniti contro Renzi: “Chi lavora contro perde sempre“, secondo l’esponente Pd.
  3. Ultimo punto: gli elettori si convincono, non si insultano. Il riferimento è alla campagna di comunicazione del Movimento 5 Stelle “che chiama asini e pecore gli elettori“.

Palmieri invece sottolinea che l’errore principale del Sì è stata la personalizzazione operata da Renzi all’inizio della campagna: “Aver messo sul piatto il governo ha dato vigore a tutte le opposizioni, a partire dalla sinistra Pd“, ha spiegato.

A entrambi, poi, è stato chiesto di fare una domanda all’avversario politico.

Palmieri ha chiesto a Nicodemo cosa ne pensa dei sondaggi. Ecco la risposta:

«I veri leader non seguono i sondaggi, li cambiano. Detto ciò, i sondaggi narrano un’impressione: oggi ci dicono che gli indecisi sono di più di quelli che hanno scelto il sì e di quelli che hanno scelto il no. Quindi pancia a terra e lavoriamo sul consenso».

Nicodemo chiede invece a Palmieri “come fa a votare contro una riforma che ha votato tre volte in Parlamento?”:

«Con noi al governo sinistra e media guardavano sempre al proponente (Berlusconi) e mai alle proposte. Noi abbiamo capovolto la prospettiva. Siamo stati presi in giro e con noi gli italiani. Renzi ha costruito riforme a sua misura e non per il bene di tutti. Giusto cambiare posizione», ha risposto Palmieri.

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