Big Data: nel 2021 il mercato varrà 48,6 miliardi di dollari

I big data sono i soldi del futuro e hanno aperto infinite possibilità di fare business
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Qualcuno li considera il nuovo petrolio, altri la moneta del futuro. Al di là delle metafore, i big data sono il presente e il futuro del business. Di cosa stiamo parlando? Di tutti i nostri dati che circolano sulla Rete e che raccontano tutto su di noi: chi siamo, quali sono le nostre preferenze, cosa vorremmo acquistare, e tanto altro. Internet registra tutto e offre alle aziende un tesoro inestimabile per orientarsi nella produzione e ideazione di nuovi prodotti e per migliorare quelli esistenti.

Ci sono già tante aziende che provano a monetizzare l’utilizzo dei big data C’è chi supporta le grandi aziende nell’interpretazione e analisi dei dati per massimizzare i vantaggi economici, chi invece mette a punto sistemi che garantiscano la sicurezza delle informazioni degli utenti. Da qui nasce un mercato enorme che secondo alcune stime potrebbe avere un valore di 48,6 miliardi in soli tre anni. Qui qualche info per capire di che mercato stiamo parlando.

Big Data: quali i settori più interessati

Quali sono i settori più interessati all’analisi dei big data? Ce lo dice uno studio dell’Osservatorio del Politecnico di Milano. Secondo la sua analisi, al primo posto ci sono le banche, poi l’industria, telecomunicazioni e media, e infine sanità, GDO, utility e assicurazioni. L’interesse nasce dal fatto che tutti i settori citati hanno bisogno di estrarre informazioni utili dal comportamento sul web degli utenti e poter adattare la loro offerta. In altre parole, se trovi il modo di capire bene come si comporta un cliente e cosa pensa (e con i big data oggi è più facile che nel passato) puoi anticipare i suoi bisogni e arrivare prima sul mercato rispetto ai tuoi competitor.

Big Data: chi fa business in Italia

In Italia ci sono tante startup che si sono lanciate nel business dei big data con soluzioni molto innovative. Come SpazioDati che ha creato un gigantesco database che contiene info su oltre 6 milioni di imprese, utile a PMI, professionisti e artigiani per trovare nuovi clienti. Empatica invece si è lanciata nel campo medicale con un bracciale che acquisisce dati clinici sui clienti e li condivide con dottori e cliniche che possono monitorare a distanza la vita del paziente, e intervenire in modo tempestivo se i parametri vitali sono a rischio. Oppure ancora PathFlow che analizza il movimento dei clienti all’interno dei negozi attraverso le videocamere di sorveglianza e fornisce un’analisi che i proprietari per migliorare le vendite.

Big Data: una nuova moneta e i rischi di tanti dati in poche mani

Per alcuni  i big data rappresentano una nuova moneta, proprio per il valore che assumono per ogni tipo di azienda digitale. Una moneta preziosa, depositata però solo in alcune banche, cioè le big del tech, come Google, Facebook, Amazon, che hanno miliardi di data sugli utenti che usano i loro servizi e se ne servono per aumentare gli investimenti pubblicitari. Una situazione pericolosa che molti hanno denunciato. Se solo poche multinazionali hanno a disposizione una mole così importante di dati, come faranno le aziende che si affacciano sul mercato a godere anche loro dei benefici dei Big Data? Per non parlare della difesa della privacy. Come faremo a tutelarla se tutte le info sul nostro conto sono in così poche mani? Domande a cui la politica e gli enti regolatori non hanno ancora saputo rispondere.

(Foto: Camelia.boban)

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