Facebook lancia l’allarme: “Terribile esplosione a Bangkok”. Ma è un’altra bufala

Ancora una volta il social network prende fischi per fiaschi. La questione delle fake news è sempre più delicata
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Esplosione a Bangkok. Facebook attiva i suoi safety check, un’opzione che permette agli utenti di rassicurare parenti e amici sulle loro condizioni di salute, in caso di attentati o catastrofi naturali.

Ad accompagnare il “safety check” anche una notizia ripresa dal social, pubblicata da Channel NewsAsia, che conferma la “terribile” esplosione avvenuta. Per fortuna (è il caso di dirlo questa volta) Facebook ha toppato ed è finita nuovamente nelle sabbie mobili delle “fake news” o “bufale” che dir si voglia.

Quartz racconta l’episodio.

Facebook dà l’allarme, ma è una bufala

Ore 11 del mattino di ieri. Il “safety check” appare sugli smartphone degli utenti Facebook a  Bangkok invitandoli a condividere il loro “status sulla sicurezza”, a dire in altre parole se stanno bene o se sono stati coinvolti nell’incidente. Accanto alla finestra sullo “status” ne appare un’altra nella quale il social network fornisce alcune informazioni: si tratta di un’esplosione avvenuta il 27 dicembre 2016 a Bangkok, confermata dai media.

Per confermare l’avvenuta esplosione, il social network inserisce alcuni link, tra cui quelli di un sito, il Bangkok Informer, che effettivamente ha pubblicato una news su un’esplosione avvenuta a Bangkok. Peccato che l’articolo non più online descrivesse un attentato avvenuto nell’agosto del 2015!

La notizia da Facebook si espande online

Dodici ore sembrano poche, ma sul web possono essere un’eternità. È proprio in questo lasso di tempo che su Internet la storia (falsa) dell’esplosione di Bangkok inizia a diffondersi. Appaiono i primi articoli, ma sono per la maggior parte quelli vecchi che riportano il fatto avvenuto nel 2015. Intanto, circolano le prime notizie e poi le smentite da parte degli utenti che invitano chi è a Bangkok a non comunicare al mondo che sono in buona salute. L’esplosione non c’è mai stata! È tutta un’invenzione partita da Facebook.

In realtà un’esplosione era avvenuta. Ma solo con pochi petardi che erano stati lanciati da un uomo in segno di protesta contro un palazzo del Governo. Dopo l’episodio Facebook ci ha tenuto a spiegare “il safety check” non si è attivato per una fake news, ma per la segnalazione di un utente: «Questa funzione che abbiamo attivato si attiva sulle segnalazioni di terze parti che ci confermano l’incidente», è la spiegazione ufficiale del social network.

Facebook nell’occhio del ciclone

L’episodio avrebbe avuto anche uno scarso rilievo mediatico se Facebook non fosse da mesi nell’occhio del ciclone. Dall’elezione di Donald Trump in poi, per alcuni analisti influenzata anche da alcune notizie false circolate sui social sul conto di Hilary Clinton, il social network è a caccia di soluzioni per risolvere il problema, come la collaborazione con Snopes, una piattaforma di fact checking.

Anche se ci sono buone intenzioni, sono tante le opinioni degli scettici che temono che una reale soluzione al problema delle fake news sia lontana dall’essere trovata. Come farà un algoritmo a valutare il merito di una notizia?

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