Facebook rimuove fanpage senza spiegazioni, i fan firmano una petizione

Le storie (tristi) di chi ha subito danni dall'improvvisa cancellazione della sua fanpage
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Che Mark Zuckerberg lo voglia o meno, il ruolo di Facebook nel mondo editoriale è oggi determinante. È l’algoritmo che decide quali contenuti vanno divulgati più e quali meno, mentre il sistema di advertising pompa alcune notizie a discapito di altre. Ma ancora più essenziale diventa la funzione che assume all’interno della fanpage, nel decidere cosa è degno di essere pubblicato o cosa meno. E ancora quale pagina ha diritto all’esistenza e quale va rimossa.

Se a volte la cancellazione di alcune pagine fan nasce da motivi comprensibili ai più (offese verso un gruppo etnico, pagine che hanno come tema torture su animali…), altre volte il meccanismo censorio del social network è molto meno chiaro. Il sito Wittyfeed riprende le storie di utenti danneggiati dalla chiusura di una fanpage che per alcuni, come vedremo, rappresentava un motivo di vita.

Rimozione fanpage, tanti torti, poche giustificazioni

Come racconta Wittyfeed, dietro la rimozione di fanpage ci sono storie toccanti che fanno riflettere sull’importanza che il social network ha nella vita di ognuno di noi. C’è per esempio quella di Rick Shropshire che si è visto cancellare la sua pagina fan Humour Group di 131mila like, anche qui senza una spiegazione chiara. Rick è un disabile, costretto a star molte ore a letto per una malattia del midollo. Facebook era la sua finestra sul mondo. Per costruire la sua fanpage ha impiegato cinque anni della sua vita.

Stesso destino capitato alla pagina di Tim Lawler, Florida Memes, una pagina di più di 300mila fan che era diventata una vera e propria attività per Lawler che grazie alla pagina riusciva a portare traffico al suo store online. Anche qui uno stop di cui aspetta ancora la spiegazione.

Anche Akasha Wolf, nome di fantasia, lamenta della cancellazione della sua fanpage. La donna spiega che ha aperto la pagina per suo figlio Jay, bambino affetto da autismo, con la passione per i lupi.  La pagina riprendeva foto degli animali che tanto piacciono a suo figlio ed era un modo per creare un legame tra Jay e il mondo esterno.

Questi sono solo tre casi, ma sono tanti gli esempi e ce ne sono anche di italiani. Come quello del giornalista Michele Ruschioni. La sua fanpage che raccontava la sua passione per la carne alla brace, dal nome Braciamiancora, è stata bloccata da Facebook per i commenti umoristici verso vegetariani e vegani. Il giornalista per protesta ha scelto di diventare vegano per qualche giorno e documentare i risultati della sua nuova dieta.

Rimozione fanpage, parte la petizione online

«In tre settimane più di 300 fanpage sono state cancellate con motivazioni generiche. Al momento della cancellazione le fanpage avevano un bacino di 24 milioni di fan. Facebook ha deciso in modo arbitrario e senza ragione di eliminarle», si legge nella petizione online sul sito Change.org, firmata oggi da quasi 2mila sostenitori.

L’obiettivo è di creare un comitato dei proprietari delle fanpage danneggiate e ottenere un incontro con un rappresentante delle social network, “invece di continuare a ricevere risposte generate da un computer”.

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