Ecco la vera ragione che ha spinto Facebook a lanciare le Storie ovunque

Dietro il lancio delle nuove feature 'copiate' da Snapchat, ci sarebbe la difficoltà di monetizzare con le app di messaggistica
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Cos’hanno in comune WhatsApp e Messenger? Tanto. Sono entrambe di proprietà di Facebook. Sono entrambe app di messaggistica istantanea (e quindi si basano principalmente su tesi scritti). Entrambe, infine, sono alla disperata ricerca di modi per monetizzare. L’abbiamo visto con il lancio del nuovo tool di WhatsApp pensato specificamente per il business. O ancora con i messaggi sponsorizzati su Messenger.

Secondo alcuni analisti, però, le pubblicità testuali non funzionano. E dietro il lancio delle Storie su tutte le app del gruppo si nasconderebbe quindi una mossa per aumentare le possibilità di sponsorizzazione per le aziende.

Il problema delle revenue

«Le Storie riguardano i soldi. Non le persone, né la cultura, né il modo di comunicare. Solo i soldi». È questa la tesi di Nilay Patel che su Verge fa un’analisi dei nuovi strumenti lanciati da Facebook e di come questi sarebbero stati introdotti per offrire nuovi format pubblicitari agli inserzionisti.

«La ragione per cui le Stories sono ovunque è perché consentono a Facebook e Snapchat – e a chiunque altro – di inserire l’advertising nelle app di messaggistica gratuita. Se fossero inserite con un altro formato gli utenti vi si rivolterebbero contro».

Patel fa un esempio per rafforzare la sua tesi. Immaginate, dice, di essere un utente di Snapchat che sta guardando le Storie sul proprio smartphone. A un certo punto, tra i video e le foto delle persone che segue, l’utente si ritrova una pubblicità. Cosa succede? Nulla, secondo Patel. «È un’interruzione momentanea. Basta scorrere il dito sullo schermo e l’utente passerà avanti».

Immaginate invece cosa succederebbe se tra i propri messaggi su Facebook Messenger, l’utente trovasse un testo sponsorizzato, da un contatto che non conosce. «Sarebbe estremamente invasivo! Credo che nessuno potrebbe accettarlo».

Insomma, l’idea è che le app di messaggistica non possono essere un investimento a perdere, troppo a lungo. Facebook sarebbe quindi alla ricerca di nuovi modi per monetizzare. D’altronde le nostre Bacheche, per stessa ammissione della dirigenza del social, hanno già raggiunto il punto di saturazione per gli annunci a pagamento. Per continuare a crescere, Facebook ha bisogno di nuovi spazi dove piazzare le inserzioni:

«Le Storie permettono a Facebook di infilare le pubblicità video nelle sue app di messaggistica», conclude Patel.

Tutte le ultime novità

Sono 3 le novità che Facebook ha introdotto negli ultimi mesi per ‘copiare’ in qualche modo il format di Snapchat. Nelle ultime ore, gli aggiornamenti sono stati ufficialmente lanciati per tutti gli utenti mobile dell’app Messenger e su quella principale.

  • Le Storie, come abbiamo accennato: una raccolta di foto e video che l’utente può lanciare e far ‘sparire’ entro 24 ore.
  • Gli Effetti della Fotocamera: come i filtri di Snapchat, sono delle cornici 3D che possono essere applicate sui volti degli utenti che condividono foto e video.
  • Direct, infine, consente di inviare foto o video a un gruppo selezionato di amici, con cui aprire la relativa chat.
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