Il giornalismo potrà sopravvivere ai social? I temi del nostro aperitivo di martedì

Appuntamento il 21 marzo a Roma per capire che ruolo avranno i giornalisti in futuro
aperititivo digitale socialcom

Come riuscirà il giornalismo a sopravvivere ai social e a trovare il suo spazio in futuro? Si avvicina il nostro prossimo aperitivo del 21 marzo (ore 19, Iqos Roma). Il dibattito, “L’informazione al tempo dei social tra comunicazione e giornalismo”.

Ecco alcuni dei temi che tratteremo con il contributo di tre ospiti speciali: Daniele Chieffi (Eni), Carmelo Lopapa (Repubblica) e Tullio Camiglieri (TV Sat). Qui trovi le loro bio.

La disintermediazione dei social è un vantaggio o no?

La disintermediazione garantita dai social ha permesso all’utente medio di poter divulgare notizie in modo più veloce e a volte anche più efficace della stampa tradizionale. Se da una parte, questo processo può essere un bene, dall’altra ha ridimensionato il ruolo di tutta una serie di figure, come i giornalisti, che dovrebbero occuparsi della verifica dei fatti. E allo stesso tempo ha dato il via a una diffusione più veloce dei messaggi propagandistici. Un rischio per la democrazia? Proveremo a rispondere a questo quesito martedì con le opinioni dei nostri ospiti.

I giornalisti e le bufale online

Le bufale inondano la Rete e chi prova a smontarle (come nel caso del presunto “complotto” dei vaccini) viene tacciato di essere un servo delle case farmaceutiche o del potere. La questione è delicata e travalica i confini del giornalismo e riguarda la delegittimazione che è avvenuta negli anni di tutte le élite intellettuali. Chi non ha sufficienti competenze in un settore, crea comunque le proprie teorie su complotti vari. Così è sempre stato, d’altronde. Ma invece di circolare all’interno del bar o in casa, come avveniva un tempo, queste idee ottengono una diffusione maggiore grazie a una vetrina come la Rete, che è spesso additata come la causa stessa di questa deriva. Come trovare soluzioni? Un altro quesito a cui i nostri ospiti proveranno a offrire una loro versione.

Giornalista, guardiano della Rete?

Di fronte alla circolazione di notizie false, il giornalista deve mutare il suo ruolo e occuparsi sempre di più della verifica dei fatti, del cosiddetto (fact checking)? Se da una parte si avverte sempre di più quest’esigenza, dall’altra è anche vero che il giornalista in questo modo rischierebbe di diventare una sorta di guardiano della Rete e trascorrerebbe più tempo a verificare notizie che a trovarne di nuove. A peggiorare il quadro, c’è la velocità con cui le bufale circolano online che renderebbero vano ogni tentativo di verifica. Qual è quindi il ruolo che il giornalista può assumere per contribuire alla lotta alle fake news? Anche quest’aspetto sarà oggetto di discussione al nostro dibattito di martedì.

Vuoi saperne di più sull’argomento? Non mancare al nostro aperitivo del 21 marzo. Ti ricordiamo che se vuoi partecipare puoi prenotarti inviando una email a info@socialcomitalia.com. All’interno bisogna specificare qual è il proprio ruolo nel mondo della comunicazione (giornalista, blogger, social media manager…), oppure perché si è interessati all’evento.

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