Google lancia le pubblicità vocali? Lo strano caso de “La bella e la bestia”

Lo strano caso de “La Bella e la Bestia”: Google lancia le pubblicità vocali, ma poi ritratta. Forse
Annunci vocali

Google Home è il dispositivo hi tech, lanciato dal gigante del mondo del digital nel 2016, che consente di interagire con un assistente personale, capace di rispondere alle varie richieste degli utenti. Il tutto senza bisogno di uno schermo di supporto. Quando è stato distribuito per la prima volta sul mercato, ha rappresentato uno dei primi segnali dell’ingresso nella nostra quotidianità di una nuova forma di intelligenza artificiale.

Con il diffondersi di tecnologie di questo genere, anche altre multinazionali hanno lanciato oggetti simili (basti pensare ad Alexa di Amazon) e molti analisti hanno cominciato a chiedersi quali soluzioni le aziende produttrici possano trovare per monetizzarne l’utilizzo, oltre al costo vivo dell’oggetto, s’intende.

In questi giorni, una risposta possibile è arrivata da un curioso episodio capitato ad alcuni cittadini americani.

Lo strano caso de “La bella e la bestia”

Nei giorni scorsi, alla domanda di quali fossero i programmi odierni, alcuni utenti di Google Home si sono sentiti suggerire un film Disney: “Andate a vedere il nuovo remake de “La Bella e la Bestia” al cinema“.

Ecco una clip dell’annuncio, circolata nelle ultime ore su Twitter:

La cosa curiosa è che, per Google l’annuncio pubblicitario appena ascoltato non sarebbe, in realtà, un vero e proprio annuncio.

Pubblicità che non è pubblicità

«Quello che avete visto non è un annuncio pubblicitario. La bellezza di Assistant è che invita i nostri partner ad essere nostri ospiti e condividere le loro storie». Ha spiegato un portavoce dell’azienda in un comunicato. Quello ascoltato non sarebbe dunque uno spot pubblicitario, ma semplicemente una notizia condivisa con gli utenti.

Fatto sta che poche ore dopo che il video ha iniziato a circolare in rete, Google ha rimosso la menzione di “La bella e la bestia” dalla propria Home page.

Nel comunicato l’azienda ha ribadito che l’annuncio non deve essere considerato uno spot: «Il video che circola su internet mostra un parte della nostra funzione My Day che, dopo aver fornito agli utenti informazioni utili sulla loro giornata, a volte ricorda particolari eventi del giorno, come l’uscita di un film. Stiamo continuando a sperimentare nuovi modi per mostrare agli utenti contenuti. In questo caso, la situazione poteva essere gestita meglio».

Verità o bugia?

In diverse occasioni al CEO di Google, Sundar Pichai, è stato chiesto come la società avesse deciso di monetizzare la tecnologia di Google Home. Pichai non ha mai dato una risposta chiara, rimarcando il fatto che la “voce” è solo una delle tante modalità che l’azienda ha scelto per far interagire gli utenti con i suoi prodotti.

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