Bella la vita di un hacker, porta a casa anche 200mila dollari al mese

Le truffe online costano all'Italia 9 miliardi di euro all'anno, gli hacker usano i social e fanno soldi a palate
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Quanto guadagna un hacker? Una risposta la fornisce un report di Recorded Future, azienda specializzata in sicurezza informatica. Secondo i dati un cyber criminale, un truffatore sul web, può guadagnare dai mille ai 3mila dollari al mese. Ma quelli più esperti portano a casa una cifra che va da un minimo di 20mila a un massimo di 200mila dollari.

Ma qual è l’identikit del cyber criminale e quanto ci costano le truffe via web? Proviamo a spiegarlo in questo articolo.

Quanto ci costano le truffe degli hacker sul web

Secondo il Centro per gli Studi Strategici e Internazionale di McAfee, big dell’informatico, il costo del cyber crime all’interno dell’economia globale è di ben 445 miliardi di dollari.

Restando al nostro Paese si calcola che sono ben 9 miliardi di euro, i soldi persi ogni anno in attacchi informatici. E anche se le minacce informatiche sono in costante aumento rispetto allo scorso anno (+30% cyber cime, + 50% phishing e + 135% ransoware), il 33% dei manager italiani pensa che la sicurezza informatica non sia un problema da affrontare come priorità.

Come si può immaginare sono le banche al centro della maggior parte degli attacchi hacker online: sono 500 milioni gli euro rubati agli istituti finanziari europei che spesso peccano di mancanza di protezione interna (dati convegno Cybercrime and Data Security).

La nuova frontiera degli hacker: le trappole sui social

Tra i comportamenti che favoriscono le truffe sul web ci sono la distrazione delle persone e soprattutto l’accesso in mobilità delle informazioni che è diventato un terreno molto fertile per gli hacker. Nuovo terreno in cui è facile cadere vittima di frodi online sono i social.

Un articolo di “The Guardianspiega bene come gli hacker si siano fatti sempre più furbi. Studiano le caratteristiche delle persone attraverso i social media (per che squadra tifano, se sono single o sposati…) e preparano le loro truffe contattando le vittime sui social network.

Secondo uno studio della University of Erlangen-Nuremberg è molto più semplice che le persone clicchino su un link sospetto all’interno di un social, rispetto a uno contenuto in una email che gli viene inviata. Insomma, sui social le persone tendono a fidarsi di più. I cyber criminali lo sanno e ne approfittano. Una delle frodi più frequenti oggi è il reato del ricatto sul web, uno degli aspetti del sextortion, di cui abbiamo parlato qui. Questa volta le vittime sono i maschietti che vengono adescati sui social media da procaci fanciulle e invitati a spogliarsi in cam. Il ricatto scatta poco dopo: il cyber criminale minaccia la vittima di pubblicare le foto sui social media se non pagherà un certo ammontare di denaro.

Alcune volte finisce anche in tragedia: sono documentati casi di uomini che si sono tolti la vita per la vergogna.

L’identikit degli hacker

Il report di Record Future traccia anche un identikit degli hacker. Perlopiù si tratta di “cani sciolti” che hanno un lavoro stabile e solo raramente sono coinvolti in attività criminali sulla Rete, dalla vendita di droghe, alle frodi finanziarie, pedopornografia e organizzazioni terroristiche sul cosiddetto “dark web”, che ha un giro d’affari tra i 300 e i 500mila dollari al giorno.

A volte sono organizzati in veri e propri gruppi che seguono una precisa gerarchia. Al vertice c’è una persona che lavora o ha lavorato in banca con ruoli manageriali, al di sotto dei project manager e gli hacker più esperti. Alcuni gruppi includono anche ex agenti di polizia ed avvocati.

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