Jan Koum, inventore di WhatsApp vende azioni Facebook per milioni di dollari

Perché si sbarazza dei titoli di Facebook, non ha fiducia nel futuro del social network?
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Facebook ha un valore di mercato di ben 346 miliardi di dollari. Una cifra che fa sorridere tutti gli investitori che hanno scommesso sul social network. Tranne uno.

Si chiama Jan Koum e se il nome non ti dice nulla, devi sapere che è l’inventore di WhatsApp.  Dopo la celebre exit con la quale ha venduto la sua idea a Facebook, per 22 miliardi tra cash e azioni, l’imprenditore di origine ucraina continua a sbarazzarsi dei titoli del social network.

Secondo Forbes finora ha venduto azioni dell’azienda di Mark Zuckerberg per un totale di 42,8 milioni. Ma perché continua a farlo? Forse non ha fiducia nel futuro di Facebook?

Se il Ceo di WhatsApp vende, preoccupa gli investitori

Dall’affare Facebook – WhatsApp, Koum è diventato miliardario. Forbes svela che il suo patrimonio è di 8,5 miliardi di dollari. Da quando ha venduto nel 2014 a Facebook, Koum ha ridotto le  sue azioni nel social network da 76,4 milioni a 30,7, quasi la metà.

E pensare che il suo patrimonio è legato a quei titoli per circa la metà. Ma perché continua a vendere?

Ian Koum e la strategia della diversificazione

La stampa americana ha provato a capirci di più. Koum è un uomo chiave in Facebook, anche perché siede nel CDA dell’azienda. Le mosse del fondatore di WhatsApp quindi non possono passare inosservate. C’è chi pensa che l’imprenditore abbia timori sul futuro della compagnia.

Facebook fonda gran parte della sua ricchezza sui ricavi pubblicitari: nell’ultimo trimestre su 7 miliardi di utili, ben 6 derivano dalla pubblicità. E questo ha spaventato gli investitori e probabilmente anche Koum. Cosa succede se la raccolta pubblicitaria correrà di meno in futuro?

E poi c’è da considerare che la strategia della diversificazione dei titoli che per molti esperti e consulenti di finanza è quella più giusta da seguire.  In altre parole si consiglia di evitare di avere tutta la propria ricchezza nelle azioni di un’azienda singola e di “diversificare gli investimenti”.

Un consiglio disatteso da molti dei big del tech. Zuckerberg, Jeff Bezos (Amazon), Larry Page e Sergey Brin (Google) hanno tutti concentrato la maggior parte della loro ricchezza nelle aziende che hanno fondato.

Jan Koum, un ribelle diventato miliardario

D’altronde Koum ha abituato tutti a scelte anticonvenzionali, come quella di bloccare la pubblicità su WhatsApp, una linea che pare oggi essere messa in discussione dalle nuove politiche del social network.

Koum resta un personaggio molto diverso da altri leader della Silicon Valley. Schivo, si contano sulla dita di una mano le sue interviste o ospitate, non è nato sotto una buona stella in ville di Los Angeles. Ha dovuto guadagnarsi duramente il suo posto al sole.

Nato in Ucraina durante il comunismo, non aveva acqua corrente in casa e neanche il telefono. Emigrato in America ha iniziato a fare i lavori più umili, come lucidare il pavimento di un negozio. Le cose si mettono meglio quando viene assunto in Yahoo!. È lì che conosce Brian Acton, l’amico che lo ha aiutato poi a sviluppare WhatsApp, l’app di messaggistica che nel 2016 ha superato il miliardo di utenti.

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Smart Economy
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