LinkedIn: ecco come creare un profilo stellare (e trovare lavoro)

Come creare un profilo LinkedIn che sia davvero accattivante per clienti e HR manager? Ecco alcuni consigli
Linkedin

Come usare LinkedIn per trovare lavoro, contattare clienti, farsi conoscere dai professionisti del settore in cui si lavora? Tutto parte da un profilo “stellare”. Ecco alcuni consigli per crearne uno.

Preparati

Il primo step è di partire subito bene. Appena arrivati su LinkedIn sarà necessario aver già costruito un profilo brillante e interessante. Per riuscirci, devi prepararti, raccogliere tutto il materiale necessario per creare un profilo che sia accurato, adeguato, avvincente.

Per riuscirci, avrai bisogno di questo tipo di contenuti:

  • Biografie di te stesso (se ne hai già molte, raccoglile tutte insieme)
  • Curriculum
  • Fotografia in alta qualità del tuo primo piano. Le misure precise sono 500×500 pixel: tagliala in modo che il tuo viso copra circa l’80% dell’immagine. Evita i selfie e gli scatti tagliati/incollati da foto di gruppo. Assicurati di guardare avanti o a sinistra nella foto.

A questo andrai ad aggiungere due liste:

  1. Le 10 competenze per cui vuoi essere conosciuto sul web. Cerca di trovare la giusta combinazione di hard e soft skill: linguaggi di programmazione e capacità di lavoro in team, per fare due esempi.
  2. Keyword correlate: a ogni competenza della lista collega una keyword per cui vuoi essere ricordato.

I 3 contenuti necessari

Ecco tutti i contenuti di cui avrai bisogno una volta creato il tuo account su LinkedIn (sempre meglio avere tutto pronto prima).

Headline. In italiano viene chiamato “sommario professionale”: è quella frase che compare sotto nome e cognome nei profili LinkedIn. Deve contenere 3 cose: la tua professione principale (se ce n’è più d’una), le keyword che le persone potrebbero usare per trovarti e l’elemento sorpresa. Devi pensare alla tua headline come un vero e proprio slogan per un brand: devi mostrare originalità e capacità di sorprendere.

Riepilogo. In 2mila caratteri devi raccontare la tua storia. Una storia che deve essere interessante, originale. Evita le ammuffite lettere di presentazione standard e noiose. Evita una semplice lista di tutti i risultati raggiunti nel corso della tua carriera (anche perché quelli li inserirai nella sezione Esperienza). Devi impostare il riepilogo in modo tale che sembri una storia (storytelling qui è la parola chiave): con le tue parole devi dare a chi legge la sensazione di conoscerti. E coloro che visitano il tuo profilo devono avere ancora più voglia di conoscerti dopo aver letto la tua bio. Ecco alcuni consigli pratici:

  • Scrivi tutto in prima persona
  • Inserisci il tuo punto di vista, senza timore
  • Includi informazioni professionali (70/80%) e personali (20/30%)
  • Cerca di mescolare insieme il racconto dei tuoi risultati migliori, insieme ai tuoi valori, passioni, punti di forza e così via
  • Includi tutte le keyword dell’elenco precedente

Esperienza. La parte più semplice (almeno in teoria). Estrapola le principali esperienze dal tuo curriculum. Vediamo anche qui qualche consiglio utile:

  • Sii selettivo: ometti o minimizza le posizioni lavorative che non sono rilevanti per le tue ambizioni. Se per esempio vuoi fare il designer, evita di scrivere che hai lavorato in pizzeria il sabato, da ragazzo (a meno che tu non abbia rifatto il logo del locale).
  • Non copiare il format del CV, sii più creativo (e incisivo). Se hai ricoperto più di una posizione lavorativa presso la stessa azienda, crea più voci singole: se vuoi descrivere in maniera adeguata quello che facevi lavorando per XY, crea 3 voci distinte, che descrivano in maniera dettagliata le tue mansioni e i tuoi traguardi presso XY. Sempre che questi siano pertinenti, ovviamente.
  • Ancora: mentre descrivi il tuo lavoro, ripeti le keyword di prima. Siamo sul web, non dimenticarlo.

Gli ultimi passaggi sono abbastanza semplici: crea le tue competenze (in base alla lista che abbiamo preparato all’inizio). E aggiungi tutto quello che manca: formazione, pubblicazioni, interessi, lingue e così via.

I consigli sono tratti da un articolo di William Arruda, esperto di personal branding, su Forbes.

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