#SocialPoliticsDay. Le elezioni al tempo dei social: “nel giornalismo politico è essenziale monitorare i social media”

Carmelo Lopapa, cronista politico del quotidiano "la Repubblica", ha commentato, con noi di SocialCom Italia, le elezioni politiche 2018 ed il ruolo svolto dai social media nella comunicazione politica delle forze in campo.
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Conversazioni e sentiment in rete spiegano perché gli italiani hanno deciso di cambiare tutto, con il loro voto – durante le recenti elezioni politiche – e cosa si aspettano dal governo che verrà: è ciò di cui si discuterà, grazie alla presentazione di una analisi condotta proprio attraverso lo studio delle conversazioni in rete, assieme agli ospiti di “#SocialPoliticsDay. Le elezioni al tempo dei social”.

L’evento, che si terrà martedì 10 aprile dalle 15.30, negli spazi del Salone Angiolillo di Palazzo Wedekind –  Piazza Colonna, 366 – a Roma, è organizzato da SocialCom, l’agenzia di comunicazione digitale guidata da Luca Ferlaino, in collaborazione con TalkWalker e con la media partnership del quotidiano “il Tempo“.
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Perché gli italiani, con il loro voto, hanno deciso di cambiare tutto e cosa si aspettano dal governo che verrà: i temi della ricerca che presenteremo durante “#SocialPoliticsDay”. Le elezioni al tempo dei social”. Qual è la sua opinione in merito?
Penso che il risultato elettorale sia frutto di un diffuso sentimento di insofferenza e malcontento, figlio dei dieci anni di crisi economica che abbiamo alle spalle, dalla quale l’Italia ha ancora difficoltà ad uscire. Un mix di protesta, frustrazione, rabbia che ha portato al successo delle forze antisistema. Al Settentrione come nel Meridione, se pur con motivazioni diverse e con il sostegno a forze politiche distinte: la Lega al Nord, il MoVimento 5 Stelle al Sud.
Quanto hanno contribuito i social media al risultato elettorale rispetto ai media main stream?
Hanno avuto un ruolo rilevante. Come mai in precedenza nel nostro Paese. Ma è un trend ormai irreversibile e crescente. Non a caso ad affermarsi sono i soggetti politici guidati da Luigi Di Maio e Matteo Salvini e le forze – M5S e Lega – che forse più di altri hanno saputo comunicare via social.
Oggi la politica è sempre più liquida e veloce: è la politica ad inseguire il feed dei social network o viceversa?
Ritengo che in Italia la politica sia sempre più condizionata dal sentiment diffuso sui social. E che, quindi, assai spesso  – non sempre, per fortuna – si ritrovi ad inseguire e assecondare le reazioni di massa registrate dai social su un determinato fatto o provvedimento adottato.
Anche in comunicazione politica l’analisi dei dati diventa centrale, poiché riesce ad anticipare ed intercettare le tendenze della società più degli stessi sondaggi. Tuttavia, questo scenario pone una serie di interrogativi, come abbiamo visto nel recente caso che ha coinvolto Facebook. Cosa ne pensa?
Ritengo che esista un serio problema – su scala internazionale e non solo italiana, ovviamente – legato alla tutela dei dati, affidata a sistemi e meccanismi di difesa ormai troppo labili e penetrabili. Il controllo dei dati e il loro utilizzo a fini di marketing, politico come aziendale, è il nuovo campo di battaglia, la nuova frontiera nella caccia al consenso o alla fiducia del consumatore. Troppi interessi in gioco per lasciare l’utilizzo di quei dati alla buona fede di chi ne dispone.
Da giornalista, com’è cambiato il suo lavoro con l’avvento dei social network?
Il mio lavoro quotidiano di raccolta, elaborazione e sviluppo di notizie  – nel mio caso da pubblicare su carta stampata – comporta ormai un costante monitoraggio dei social network. Diventati, col passare del tempo, essi stessi fonte di notizia. In politica soprattutto: i leader ormai prediligono Twitter o Facebook per comunicare o avanzare una proposta o una critica, mentre Instagram è utile per catalizzare consensi con la propria immagine. È archeologia la vecchia dichiarazione diffusa attraverso un comunicato stampa, ripreso poi dalle agenzie e infine utilizzato da siti, stampa e tv. Tutto viene consumato più velocemente, senza intermediazione. L’informazione viaggia inesorabilmente in maniera più veloce. Solo di una cosa non si potrà mai fare a meno, pur nella rapidità che governa i processi decisionali e comunicativi: del giornalista, che quei fatti, quelle dichiarazioni, quelle decisioni è in grado di interpretare, approfondire, elaborare, spiegandone genesi, interessi in gioco e finalità all’utente/lettore.
Approfondiremo il tema delle elezioni social, della gestione dei social in politica e del ruolo dei social network durante l’ultima campagna elettorale, martedì 10, a “#SocialPoliticsDay. Le elezioni al tempo dei social”.
Per partecipare è necessario accreditarsi inviando una mail a info@socialcomitalia.com.
Sarà possibile seguire il dibattito, come di consueto, anche sui social: su Twitter, seguendo l’hashtag #SocialPoliticsDay o l’account @SocialComItalia e in diretta video su  www.facebook.com/socialcomitalia
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