#SocialPoliticsDay. Le elezioni al tempo dei social: “La politica è fatta della stessa sostanza dei social media”

Alessandra Moretti, membro del Consiglio Regionale del Veneto per il Partito Democratico, ha commentato, con noi di SocialCom Italia, le elezioni politiche 2018 ed il ruolo svolto dai social media nella comunicazione politica delle forze in campo: "È cambiato tutto, è vero, ma solo perché nel frattempo siamo cambiati noi".
alessandra moretti

Una ricerca, condotta nel periodo precedente e successivo alle elezioni 2018, realizzata analizzando le conversazioni degli utenti italiani sui social, cercherà di dare una risposta ai due interrogativi che hanno caratterizzato il dibattito politico delle ultimo mese – e cioè perché gli italiani hanno deciso di cambiare tutto, con il loro voto alle recenti elezioni politiche, e cosa si aspettano dal governo che verrà – e verrà presentata durante il dibattito “#SocialPoliticsDay. Le elezioni al tempo dei social”.

L’evento si terrà martedì 10 aprile, a partire dalle 15.30, a Roma, all’interno del Salone Angiolillo di Palazzo Wedekind, in Piazza Colonna, 366, ed è stato organizzato da Socialcom – digital community guidata da Luca Ferlaino, attiva nel monitoraggio, la valutazione e l’anticipazione delle tendenze nell’ambito della comunicazione digitale – in collaborazione con Talkwalker, piattaforma di analisi dei contenuti della rete, e il quotidiano “il Tempo“.
Inoltre, alla presentazione dell’analisi seguirà un confronto, durante il quale gli ospiti presenti daranno vita a un dibattito proprio sui temi suggeriti dal titolo dell’evento: perché gli italiani hanno deciso di cambiare tutto e cosa si aspettano dal governo che verrà.
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Perché gli italiani, con il loro voto, hanno deciso di cambiare tutto e cosa si aspettano dal governo che verrà: i temi della ricerca che presenteremo durante “#SocialPoliticsDay”. Le elezioni al tempo dei social”. Qual è la sua opinione in merito?
Il voto del 4 marzo ci ha restituito un Paese profondamente cambiato, ma spaccato in due dalle principali promesse elettorali: al Nord ha prevalso la flat tax e il consenso è andato al centrodestra a trazione Salvini e al Sud ha vinto la voglia di reddito di cittadinanza. Ma quella cartina che è oggi marcatamente gialloverde potrebbe cambiare di nuovo alle prossime elezioni: l’esito del voto ci dice una verità inoppugnabile, ovvero che l’elettorato è diventato sempre più fluido. Le istanze di cambiamento sono le uniche ad essere in grado oggigiorno di smuovere gli elettori ed è fisiologico che chi ha governato, pur a mio giudizio portando un miglioramento positivo, venga percepito come portatore di una proposta politica meno di rottura rispetto a chi si propone come novità. Certo, gli italiani che hanno votato per il cambiamento ora si aspettano che le promesse fatte nelle piazze siano tradotte in realtà, ecco perché
crediamo sia necessario che i vincitori del 4 marzo governino, lo devono a quanti hanno creduto nelle loro idee.
Quanto hanno contribuito i social media al risultato elettorale rispetto ai media main stream?
Direi in modo sempre più consistente, soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione. Mi pare però, ed è un gran peccato, che il sentimento principale che si aggira tra i social sia la negatività: il passo in avanti che questo importante nuovo media dovrebbe a mio avviso fare è proprio quello di diventare un territorio più neutrale, dove potersi esprimere liberamente senza per questo essere ricoperti di insulti. Per un politico i social sono stati una vera rivoluzione, penso alla grandissima possibilità di poter informare, di conoscere le istanze delle persone, di confrontarsi con loro. Fare di questa piazza virtuale una perenne curva da stadio non rende il giusto merito al potenziale positivo di questo media.
Detto ciò la tv resta e resterà sempre la tv, per questo autori, giornalisti e conduttori hanno una grande responsabilità, ancora più che nel passato, quella di mantenere il Paese con i piedi per terra. Mi domando se lo abbiano sempre fatto.

Oggi la politica è sempre più liquida e veloce: è la politica ad inseguire il feed dei social network o viceversa?

A me sembra che i contenuti politici continuino ad essere prodotti prevalentemente dal mainstream, che siano questi i giornali o le tv o gli stessi leader di questo o di quel partito, per essere poi veicolati sui
social più o meno “artificiosamente”. Quante volte abbiamo assistito a vere e proprie operazioni di viralizzazione di un video o di una card ad opera di un esercito di finti profili mossi da chissà quale manina? Ripeto: aspetto con fiducia che dai social emergano istanze positive e non solo e sempre dei NO giganteschi. Prendo come esempi positivi il #senzadime del dopo 4 marzo, come reazione spontanea della base dem che si opponeva a un accordo con i 5S, oppure il #metoo che ha unito tante donne nel mondo contro la violenza. Ecco, se c’è una cosa che i social sanno fare molto bene è questa: unire, e purtroppo anche il suo contrario, dividere.

Anche in comunicazione politica l’analisi dei dati diventa centrale, poiché riesce ad anticipare ed intercettare le tendenze della società più degli stessi sondaggi. Tuttavia, questo scenario pone una serie di interrogativi, come abbiamo visto nel recente caso che ha coinvolto Facebook. Cosa ne pensa?

Ho letto con grande preoccupazione della vicenda Facebook: il tema dei Big Data stava per esplodere da tempo ma mi pare che a tutti abbia fatto comodo voltare la testa dall’altra parte. Trump e Brexit sono le due principali conseguenze di questa modalità. Essere spiati, manipolati e infine sfruttati per finalità elettorali è intollerabile ma adesso impariamo la lezione: tanto per cominciare iniziamo a dire ai nostri figli che non tutto quello che circola in Rete è vero, anzi. E torniamo ad essere un po’ gelosi della nostra privacy, un mondo troppo esibito è un mondo che va verso un cortocircuito. La vicenda Facebook e Cambridge Analytica ne è la prima prova, ora anche la politica reclami più sicurezza informatica per i cittadini, ne va sempre di più della vita della democrazia.

Lei fa politica da prima dell’avvento dei social media. Cos’è cambiato, da allora?

La politica è fatta della stessa sostanza dei social media, prima c’erano i comizi ma dopo ci si fermava nei bar a discutere. Il dibattito, la critica, anche la polemica dura sono alla base del fare politica. Quindi, è cambiato tutto, si, ma solo perché nel frattempo siamo cambiati noi.

Elezioni social, gestione dei social in politica, ruolo dei social network durante l’ultima campagna elettorale: proseguiremo la discussione su questi temi martedì 10 aprile, durante “#SocialPoliticsDay. Le elezioni al tempo dei social”. Per assistere all’evento è necessario accreditarsi inviando una email a info@socialcomitalia.com. Sarà, inoltre, possibile seguire il dibattito, anche sui social SocialCom: su Twitter, seguendo l’hashtag #SocialPoliticsDay ed il profilo @SocialComItalia, nonché in diretta video sulla pagina ufficiale di SocialCom, www.facebook.com/socialcomitalia.
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