Motta prende in giro i vegani con un post. Epic fail o rischio calcolato?

Lo spot fa riflettere sull'efficacia del politically correct sui social media e sul confine tra ironia e offesa
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Si dice “bene o male l’importante che se ne parli”. Ma è una regola che vale anche per i social? La riflessione nasce dopo l’ultimo #epicfail (e ragioneremo se di epic fail si tratta) di Motta, il brand del celebre panettone che ha scelto un modo controverso di raccontare il dolce natalizio. In un video su YouTube si prende gioco dei vegani: “Per il nostro panettone avremo potuto usare tofu, tritato, papaya, seitan e alga essicata, e invece no”, è il messaggio dello spot.

I vegani non l’hanno presa bene, anzi a dire il vero si sono proprio infuriati, e sui social in questi giorni continuano a twittare contro la scelta pubblicitaria del brand. Sono nate anche simpatiche parodie. Ma c’è anche chi sostiene l’azienda, per l’ironia e si scaglia contro i vegani, diventati “una casta di intoccabili”.

La replica di Motta alle accuse

L’azienda respinge al mittente le accuse e spiega che “l’ironia non era rivolta verso i vegani, ma era solo una presa di posizione tradizionalista di cui semmai potrebbero risentirsene i modernisti o gli chef molecolari”.

Una risposta che, tuttavia, non convince. Chi conosce il web e i social sa che i vegani sono spesso protagonisti di post, meme, che prendono in giro le loro abitudini alimentari, pensiamo ai tanti “articoli” che Lercio ha dedicato al tema. Basta ricercare su Google “Lercio vegani” per imbattersi in una serie di titoli che non si può negare che facciano sorridere: “Scacchista vegano non mangia i cavalli: partita sospesa”. Oppure altri del tipo “Nascono i vegani light: Mangiamo solo animali masochisti”.

Anche se poi lo stesso magazine comico avverte sulla deriva di un certo tipo di battute verso la categoria: “Esperti lanciano allarme: Nel 2017 le battute sui vegani romperanno il cazzo più dei vegani”.

Questo per dire che è molto probabile che l’agenzia creativa che ha realizzato la campagna si sia inserita in quello che è un “topic trend”, sapendo benissimo quello a cui si sarebbe esposta sui social media.

Le reazioni sui social

Forse Motta si aspettava commenti negativi, basta andare su Twitter e ricercarli con l’hashtag #panettoneMotta, per rendersi conto della quantità dei commenti inferociti dei vegani e non:


Tuttavia, analizzando quello che sta succedendo nelle ultime ore, i commenti positivi superano di gran lunga quelli negativi e verrebbe da pensare che in realtà lo spot ha fatto centro:


Epic fail o no?

Bisogna innanzitutto mettersi d’accordo su cosa significa epic fail. Il caso Melegatti, ricordate il post “Ama chi vuoi, basta che sia figo e dell’altro sesso” è tutta un’altra vicenda, dove l’ironia è inesistente, o almeno è complesso leggerla. Senza quella permane solo il messaggio offensivo e con queste premesse è complesso creare  un buzz positivo. Stessa situazione per un’altra vicenda che ha fatto discutere, “Piovono Zucchine” che abbiamo analizzato, che ha avuto come protagonista proprio un ristorante vegano.

Il caso Motta è diverso da quelli citati, l’ironia è evidente ed è piaciuta. L’unica arma per combatterla non è quella di indignarsi, ma l’ironia stessa. In questo caso, esilarante la risposta della pagina Facebook, Vegan Chronicles, che si è divertita a fare una parodia dello spot (che a noi ha fatto ridere più di quella originale del brand).


Sui social il politically correct non paga. Ma il confine tra ironia e offesa è estremamente labile. Motta è riuscita a trovare un equilibrio. Si è presa un rischio e (forse) ha colpito nel segno.

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Brainstorming
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