Niente è reale: questo software fa dire ai politici quello che si vuole

Quale potrebbe essere l'impatto potenziale di un software del genere sulla diffusione di notizie false?
riconoscimento-facciale

Un gruppo di ricercatori tedeschi ha realizzato un software che consente di sovrapporre il labiale di un attore a delle persone (ignare) che parlano mentre sono registrate in video.

La tecnologia in sé è innocua, almeno secondo le intenzioni di coloro che ci hanno lavorato. Potrebbe infatti essere impiegato nel cinema. Far ‘parlare’ un personaggio completamente costruito con l’animazione digitale è un processo che costa a Hollywood milioni di dollari. Il loro software è invece molto più semplice ed economico.

Nasce però un dilemma: quando la tecnologia arriverà nelle mani di miliardi di persone, cosa succederà sui social network già oggi in preda a bufale e falsari di ogni tipo? Il rischio c’è.

Come funziona

Il progetto è nato qualche mese fa da una collaborazione degli esperti di informatica dell’Università di Stanford con il Max Planck Institute e l’Università di Erlangen-Nuremberg della Germania. Ecco come funziona.

Utilizzando il riconoscimento facciale, un software è in grado di registrare le espressioni del viso di una persona registrata in video, in maniera estremamente dettagliata. In questa fase, bastano appena 15 secondi per registrare una copia perfetta del personaggio target. Successivamente, il software crea un modello in 3D della faccia, che può essere applicata al filmato.

Detto così sembra complicato. Basta guardare questo video, però, per comprenderne le implicazioni:

Un attore viene ripreso mentre parla, imitando il tono e le espressioni facciali di un politico. In uno schermo vicino, passano diversi personaggi pubblici: George W Bush, Vladimir Putin, Donald Trump. Con il software sviluppato, è possibile ‘trasferire’ il labiale dell’attore direttamente sulla bocca del personaggio intervistato. Ed è possibile farlo anche in tempo reale.

Il risultato è incredibilmente realistico, come si può vedere dalle immagini: studiando le espressioni abituali del viso di un personaggio pubblico, sarà quindi possibile ‘ingannare’ il pubblico, facendo dire a chiunque (in questo caso Bush, Putin e Trump), tutto quello che si vuole.

Niente è reale

“Niente è reale”, titola Quartz, magazine americano che ha lanciato la notizia. E prosegue, scrivendo: “Non crederai mai più alle parole che senti in un video“.

Il punto è più intricato di quanto sembri. Come tutte le nuove tecnologie, inizialmente i costi sono esorbitanti. L’abbiamo visto con i computer, i telefoni cellulari e negli ultimi tempi con la realtà virtuale.

Nel giro di pochi mesi, il progetto tedesco ha già visto un abbattimento dei costi. Lo stesso team di ricerca aveva infatti lanciato nell’ottobre 2015 un progetto simile. In quel caso, però, il software di riconoscimento richiedeva l’utilizzo di telecamere 3D. Con il nuovo progetto è possibile invece ‘catturare’ le espressioni facciali anche con delle comunissime webcam.

Nei giorni scorsi, abbiamo visto come una dichiarazione di Paolo Gentiloni, neo primo ministro italiano, abbia fatto il giro del web: “Gentiloni choc: ‘Gli italiani imparino a fare sacrifici e la smettano di lamentarsi”. Peccato che la dichiarazione sia falsa.

Cosa succederebbe se un sito di bufalari mettesse le mani su un software del genere? Oltre alla dichiarazione scritta, falsa, avremmo un video che ne attesterebbe la veridicità.

Parafrasando il credo degli assassini nel famoso videogame Assassin’s Creed,  possiamo concludere chiedendoci: niente è reale, ma tutto è lecito?

Categorie
E-life
Nessun commento

Lascia un commento

*

*

Articoli collegati

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close