Parigi vuole intitolare strada a Steve Jobs, è polemica: “Non pagava le tasse e sfruttava i lavoratori”

La proposta di intitolare una strada al fondatore di Apple fa infuriare la sinistra: "Sarebbe un brutto segnale"
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Steve Jobs continua a far parlare di sé, anche se è scomparso 5 anni fa. È questo forse a rendere grandi le persone: il fatto che spesso sono controverse. E allora una rue Steve Jobs che sembrava un’ottima idea ai proponenti, si è trasformata in una serie infinita di polemiche, che durano da giorni. Vediamo perché.

La proposta

Tutto è nato da una proposta di Jerome Coumet, il presidente socialista del tredicesimo arrondissement parigino.

Nella ‘municipalità’ cittadina nascerà la cosiddetta Station F, l’hub parigino delle startup voluto da Xavier Niel, imprenditore francese, fondatore di Free, uno dei primi Internet service provider a basso costo del Paese transalpino.

L’idea era quella di dedicare al fondatore di Apple la strada che costeggia il complesso.

«Steve Jobs è stato scelto a causa del suo impatto innovativo sulle tecnologie che usiamo tutti i giorni e perché ha dimostrato di essere un imprenditore vero», ha spiegato un portavoce di Coumet.

Probabilmente mai nella storia la scelta del nome di una strada aveva provocato polemiche di livello internazionale.

Le proteste

La proposta di creare Rue Steve Jobs è arrivata nel consiglio della Capitale francese, che ha una maggioranza composta da diverse forze di sinistra: socialisti, comunisti e ambientalisti. Ma mentre i primi erano pronti ad appoggiare l’idea, le frange più estremiste della coalizione hanno respinto la proposta, creando una spaccatura nella maggioranza.

«La scelta di Steve Jobs è fuori luogo vista l’eredità che si è lasciato alle spalle» ha spiegato un consigliere comunista. Il suo partito si è scagliato soprattutto contro le pratiche di “ ottimizzazione fiscale” utilizzate da Apple per eludere la tassazione in Europa. Non solo: sotto accusa anche la cosiddetta delocalizzazione, che portava la produzione di iPhone e altri device Apple in aziende fornitrici giudicate poco rispettose dei diritti dei lavoratori.

Secondo Anne Spuyris, co-presidente dei verdi locali, Steve Jobs è stato sì un grande inventore, ma si sarebbe anche reso complice «di pratiche al limite dell’illegalità come quelle relative al Fisco, appunto. Ha, inoltre, sempre puntato sulla delocalizzazione della produzione per pagare salari più bassi. I materiali con cui vengono prodotti i dispositivi Apple, infine, non sono riciclabili».

Per tutte queste ragioni, la scelta di Jobs sarebbe “un brutto segnale politico”.

Il voto definitivo sulla proposta dovrebbe tenersi questa settimana.

Cosa avrebbe detto Jobs?

Cosa avrebbe detto Steve Jobs? Probabilmente non si sarebbe pronunciato sulla questione, ma c’è una sua citazione che sembra perfetta per i proponenti:

«Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione».

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