Polizia postale: reclusione fino a 3 anni se spii il tuo partner su Facebook

Nell'era in cui i social la fanno da padrone, la Polizia Postale si ritrova a gestire reati nuovi e in chiave 2.0
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Con i social che hanno sempre più piede nella vita delle persone, la Polizia Postale spesso si ritrova dei fronte reati tutti nuovi e non esplicitamente previsti nei codici. Come quando si accede all’account Facebook di una terza persona per spiarlo e leggere le sue conversazioni.

Ma attenzione. La giurisprudenza ha affermato che accedere ai social altrui senza permesso equivale a violarne il domicilio fisico, e si rischia fino a tre anni di reclusione.

Fioccano denunce alla Polizia Postale per i reati 2.0

Negli ultimi anni, la Polizia Postale si è trovata a gestire un numero crescente di querele sporte da mogli e mariti che accusavano il partner (o ex partner) di spiarli su Facebook. Lo scopo? Scovare amicizie insolite, mail “sospette”, controllare gli spostamenti e la giornata del proprio compagno per gelosia o perché sospettano un tradimento.

Brutte notizie però arriva dalla giurisprudenza: : l’art. 615-ter del codice penale punisce espressamente “Chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo“, Facebook compreso. E rischia la reclusione fino a tre anni.

Il domicilio virtuale vale come il domicilio reale

Questo reato è stato introdotto nel lontano 1993, con lo scopo di tutelare la privacy, a causa dei ripetuti episodi di pirateria informatica. Il domicilio informatico infatti viene considerato alla stregua di uno spazio in cui la persona intrattiene relazioni interpersonali e svolge le sue attività private. E quindi è oggetto di tutela, anche se le relazioni sono “immateriali”.

Non solo Facebook. Il reato coinvolge ogni piattaforma social a cui si accede senza esplicito consenso, alla casella mail e anche lo smartphone. Ma questo norme saranno sufficiente a dissuadere un partner geloso a violare i suoi social per spiarlo? In un momento storico in cui ormai ogni aspetto privato e segreto è riversato sulle piattaforme, per qualcuno potrebbe essere ugualmente fonte di malsana tentazione.

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