Private equity: il modo giusto per far crescere il proprio business?

Abbiamo affrontato l'argomento con Girolamo Stabile.
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Abbiamo affrontato questo argomento con Girolamo Stabile per poterne comprendere vantaggi e svantaggi.

Assicurarsi fondi attraverso la formula del private equity significa poter contare sul supporto economico di terze parti per avviare o far crescere la propria attività, ma cedendo una parte del capitale sociale e, di conseguenza, concedendo la partecipazione agli utili. È dunque bene valutarne con attenzione tutti i pro e i contro.

Di fronte alla prospettiva di avviare e far crescere la propria attività, ogni imprenditore si trova a dover valutare le diverse opportunità a disposizione per ottenere la necessaria provvista economica. Non esiste una sola strada percorribile e dunque la decisione dev’essere valutata e ponderata con attenzione, prendendo in esame ogni possibile scenario e sviluppo futuro.

Optare per un accesso al credito mediante un istituto bancario significa dover restituire quanto ricevuto, ovviamente maggiorato degli interessi pattuiti, rispettando scadenze predefinite e concedendo generalmente garanzie a tutela del capitale erogato. Una via che potrebbe essere preclusa alle realtà senza un track record del business, ad esempio nel caso delle startup, ma che al tempo stesso assicura la totale indipendenza nella gestione dell’azienda e il completo controllo sui profitti che si andranno generando.

L’alternativa si chiama private equity e coinvolge investitori disposti ad immettere equity in cambio di una partecipazione agli utili e al capitale. Valutando questa possibilità è anzitutto necessario cercare di vestire i panni di chi si trova dall’altra parte della barricata, così da comprendere le esigenze di questi investitori.

Requisito fondamentale è la trasparenza: esporre il proprio modello di business evidenziando non solo i margini di crescita e le opportunità di guadagno, ma anche gli eventuali ostacoli che presenta il settore in cui si andrà a operare, le sfide da affrontare sotto il profilo tecnico ed economico, il potenziale di penetrazione all’interno del mercato sulla base di quanto già offre la concorrenza e l’eventuale partecipazione di altri soggetti. Il primo passo da compiere per chi desidera ottenere un sostegno economico alla propria attività deve necessariamente puntare a instaurare un rapporto di fiducia con l’investitore. Solo così è possibile intraprendere un percorso comune, dar luogo a una sinergia che costituisce terreno fertile per la crescita.

Chi sceglie di concedere il proprio capitale con la formula del private equity partecipa al rischio e ha dunque il diritto di essere informato in merito ad ogni sfaccettatura del progetto che sta andando a supportare. La responsabilità, in qualche modo, diviene condivisa, così come la partecipazione ai successi a cui il business punta.

È, quindi, poi di fondamentale importanza quantificare in modo accurato e realistico l’ammontare della somma di cui si necessita, fornire regolarmente feedback sulle evoluzioni e sui risultati raggiunti, non nascondendo eventuali intoppi che nel corso di un’attività imprenditoriale si possono verificare.

Solo così, creando quel rapporto di fiducia di cui si è parlato poc’anzi, ci si assicura l’opportunità non solo di contare su un aiuto economico, ma anche sull’appoggio di chi fino in fondo crederà in un’idea, in una visione, un aspetto forse ancora più importante per chi mira a crescere in un’ottica lungimirante.

di Girolamo Stabile

Categorie
Smart Economy

Girolamo Stabile - CEO e fondatore di Kant Capital Nel 2014 ha fondato Kant Capital, società che si occupa di asset management, con una particolare attenzione alle esigenze e alle aspettative degli investitori.All’interno della Kant Capital, oltre che fondatore e CEO, Girolamo Stabile è anche Chairman del consiglio e del comitato investimenti.
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