Scrivere testi è SEO. Oppure no.

Web writing e ottimizzazione, quando si incontrano?
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Guardando alla SEO italiana, il mercato di riferimento per la gran parte degli addetti al settore, nell’ultimo anno si è consolidata la posizione, o la “scuola di pensiero” se così si può dire, di coloro i quali iniziano a guardare molto più all’ottimizzazione onpage, all’interno del sito, che a quella offpage, ovvero praticamente i link esterni al sito.

Vero è che Google costantemente riequilibra i fattori di ranking, ovvero di posizionamento, e rispetto a qualche anno (eoni per l’online) fa, i link non sono più IL più importante fattore di posizionamento, ma “solo” uno dei maggiori.

Posizionarsi solo con il contenuto

Già due anni fa mi era capitato di dimostrare con un caso studio come fosse possibile posizionarsi solo con il contenuto, senza cioè costruire una strategia ad hoc per la pagina specifica da spingere su una query competitiva.

Purtuttavia, continuo a considerare i link davvero fondamentali e, come spiegato nel caso portato, il risultato ottenuto è stato influenzato da un’altra serie di fattori (mancanza di contenuti dello stesso peso, SERP “orfana” di un vero documento informativo etc..).

Cosa più importante, credo che il giornalista/web writer/copywriter (già figure distinte fra di loro) sia una mansione DIVERSA, non meno importante, complementare anche, ma distinta da chi fa SEO di professione.

Questo tipo di riflessione non è nuova, su SEO copywriting e SEO e copywriting ne avevo discusso tempo fa, soprattutto per quanto concerneva le diverse competenze richieste dalle due figure.

Scrivere per la SEO nel 2017 in Italia

Nel frattempo, di inchiostro sotto i ponti ne è passato che neanche la rottura di una petroliera in Groelandia, e ci ha pensato un buon amico e SEO duro e puro come “il Pigro” a inverdire la discussione come se fosse un operatore di Greenpeace intervenuto dopo la rottura della già citata petroliera.

In realtà, la questione rischia di infiammarsi con possibile conflagrazione: non ho remore di ammettere di vedere un po’ troppi web writer, stufi di essere pagati pochi euro a pezzo, re-inventarsi SEO dell’ultima ora per aumentare l’erario.

Il problema è che così si allargano gli attori del mercato in modo orizzontale ma non aumentano le competenze in modo verticale e specifico: la conseguenza è che il palco rischia di crollare.

L’ideale sarebbe lavorare per diffondere le giuste conoscenze di ottimizzazione sui motori di ricerca anche a chi scrive, come già affermato dal giornalista e SEO Alberto Puliafito.

Scrivere testi è fare SEO? Se sono ottimizzati è un inizio

Search Engine Optimization vuol dire ottimizzazione per i motori di ricerca. OTTIMIZZAZIONE. In my humble opinion, è logico che un testo scritto in modo ottimizzato significa intervenire sui fattori di ranking che un SEO di professione conosce come le sue tasche piene di codice e cattiveria.

Plot twist: limitarsi a scrivere contenuti ottimizzati intendendola come SEO fatta e finita (ignorando quindi il resto dei fattori onpage e tutto l’offpage) è come fare la carbonara senza l’uovo. E la pancetta. E magari, sbagliato per sbagliato, mettendoci i piselli.

E tu cosa ne pensi? Scrivere i testi è fare SEO?

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FocusInfluencer

Consulente SEO freelance di Jedi Consulting. Ha tenuto e tiene corsi per Upter, Politecnico di Milano, DoLab School in LUISS Enlabs, RomEur Academy. Aiuta, insieme a Socialcom, ogni giorno singoli e aziende a trovare la giusta visibilità sul canale Search.
    2 Commenti
  • Alberto Puliafito
    3 dicembre 2016 at 4:05 pm
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    La SEO è una questione culturale. Quindi, anche scrivere testi è SEO. 🙂

    • Benedetto Motisi
      4 dicembre 2016 at 1:58 pm
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      Ma se ottimizzati, no 🙂 ?

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