Social media: le prime 3 novità del 2017

Il nuovo anno inizia con vecchi e nuovi protagonisti come Medium che cambia tutto
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È appena iniziato il 2017 dei social media e ci sono già diverse importanti novità. L’anno scorso è terminato all’insegna di Snapchat e Instagram che si sono contesi la palma di miglior social del 2016. Il 2017 inizia con alcuni “vecchi” protagonisti e altri nuovi, come Medium che si ridimensiona e cambia il suo modello di business.

Twitter sempre più media company

Anche se ha rifiutato l’etichetta di media company, Twitter sembra invece proseguire su questa strada. A testimoniare questa strategia ci sono alcuni indizi. L’ultimo riguarda tre annunci di lavoro che la società ha postato per scovare redattori, “che oltre all’inglese padroneggino almeno altre due lingue”.  Un indizio da solo non fa mai una prova, ma più di uno forse sì. Alla notizia della ricerca di redattori va aggiunto il potenziamento dei servizi di notifica per informare gli utenti sulle breaking news. E poi le trattative che continua a stipulare per trasmettere contenuti premium (come gli eventi sportivi).

Snapchat offre affidabilità agli inserzionisti

Secondo Business Insider, Snapchat sta lanciando nuovi strumenti che hanno lo scopo di misurare le performance dei contenuti pubblicitari. Una mossa che Evan Spiegel, il Ceo, ha ideato per offrire una maggiore affidabilità agli inserzionisti. Prova a riuscirci attraverso una partnership con Moat, un’azienda terza che è specializzata nell’analisi delle performance dei contenuti su web e social media. Così Snapchat punta a conquistare l’Europa. La sperimentazione partirà prima in Francia e UK, dove l’azienda ha recentemente aperto degli uffici, e poi proseguirà nel resto d’Europa. Snapchat ha circa 50 milioni di utenti attivi mensili nel Vecchio Continente.

Medium cambia marcia e licenzia

Cambia tutto Medium, la piattaforma di blogging ideata da Ev Williams, cofounder di Twitter. Nonostante abbia raccolto i circa 132 milioni di dollari, la piattaforma è ancora alla ricerca di una sua identità.  All’inizio di quest’anno ha abbandonato il modello di business tipico delle media company, quello cioè di inserire banner all’interno di articoli. Un sistema che il fondatore ha definito “marcio perché fa i favori delle grandi multinazionali e non quelli dei lettori”. Il nuovo modello dovrebbe garantire soldi ai creatori di contenuti per spingerli a creare “valore” per i lettori. Anche se c’è da dire che non c’è ancora un’idea chiara. Intanto l’azienda ha tagliato circa 50 posti di lavoro nel settore vendita. Una decisione che potrebbe essere dettata da una crisi o dalla necessità di adattare il personale al nuovo modello di business.

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