Benedetto Motisi a SocialCom19 , “La percezione della credibilità fra realtà e fake”

Come i social network oscurano i dati sui fake e alcuni tool invece cercano di squarciare il velo di Maya
benedetto motisi
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Benedetto Motisi di SEMrush interverrà alla quinta edizione di SocialCom19

L’intervento di Benedetto Motisi è previsto alle ore 17 nel corso del panel “Influencer è diventato mainstream? Come coniugare successo e credibilità sulla rete. Parlano i protagonisti”. Prima dell’evento del 10 Dicembre alla Camera dei Deputati, abbiamo rivolto qualche domanda a Motisi.

  • Il macro tema del nostro evento è la comunicazione al tempo dei social, come delineerebbe lo scenario in un tweet?
    I social NON hanno cambiato modo di comunicare. Siamo noi che, forti di strumenti “always on” e in grado di raggiungere chiunque da qualunque parte del globo, abbiamo gettato i vecchi stilemi comunicativi, mostrandoci senza filtri.

Disintermediazione, fake news, certificazioni delle fonti e libertà di espressione, sostenibilità economica dei modelli editoriali.

  • Su questi temi si gioca il futuro dell’informazione ed in parte anche la qualità delle nostre democrazie. Quale può essere un possibile punto di equilibrio tra gli interessi in gioco?
    Credo che l’unica pietra angolare possibile sia la responsabilizzazione di tutti. Oggi chiunque, con uno smartphone in mano, è in grado di comunicare. Stiamo attraversando la trasformazione digitale senza alcuna preparazione, e non intendo forzatamente tecnica quanto di approccio. Le fake news esistono perché sono più lucrative delle notizie certificate, poiché il modello economico dei portali editoriali è puramente quantitativo. Il problema è che guardare all’utente con atteggiamento paternalistico – quasi da proteggere – è sbagliato e poco funzionale. Sembra solo un modo di lavarsi la coscienza. L’unica vera soluzione è quella di essere – tutti – condivisori e commentatori, che ormai i ruoli sono intercambiabili – più accorti.
  • All’epoca della disintermediazione ha ancora senso tracciare un confine tra comunicazione e informazione?
    Ciò che funziona davvero oggi è l’infotainment, ovvero l’informazione in grado anche di intrattenere. Il sacro dispaccio avvolto nella bambagia giornalistica non esiste più. L’unica strada per evitare di diventare dei ripetitori di pubbliredazionali per tenere in piedi la baracca è quella di riuscire a informare intrattenendo. Un modello che già esiste nei vecchi media, basti pensare a un certo taglio di documentari, di cui – ad esempio gli Angela in Italia – sono maestri con garbo e cultura.

Il pensiero di Benedetto Motisi sulla polarizzazione

  • Viviamo in una società estremamente polarizzata in cui le persone si radicano sempre di può alle proprie opinioni. Questo effetto di polarizzazione è una conseguenza dei social o i social amplificano una tendenza che già esiste nella società?
    Il riferimento alla teoria della filter bubble (o bolla di filtraggio) è evidente. Gli algoritmi dei social network ci fanno vedere solo ciò che è vicino ai nostri interessi. In realtà, questa bolla a mio avviso è molto più gonfiata di quel che si creda. Non c’è nessuna tendenza a voler dividere la società per dominarla, come vorrebbero alcune teorie del complotto, solo una strategia tecnica efficace per ottimizzare i costi pubblicitari e far arrivare le pubblicità più targhetizzate possibili all’utente.
    Si torna al primo punto: ci vuole più educazione digitale, quella che un tempo si chiamava netiquette – in un’era in cui Internet era più naif, benché molto meno regolamentato di adesso.
  • Negli ultimi tempi le aziende si stanno ponendo sempre più il problema dei temi etici e della sostenibilità. Questa necessità quanto nasce dalla spinta che arriva dalla rete?
    Sì e credo ci sia più di una nota di sano opportunismo di marketing a riguardo, vedi il famoso caso dell’olio di palma, ribaltato magistralmente dopo la fase di ascolto dentro e fuori della Rete. Ho comunque apprezzato di più l’atteggiamento di Ferrero con Nutella a riguardo, ben più coerente ai valori e alla mission aziendale, ma è solo il mio avviso. Va da sé che tutto ciò che nasce dal Web oggi è oggetto di listening – ovvero di studio e ascolto – da parte delle aziende, quindi è normale che si vada verso questa tendenza.

Ringraziamo Benedetto Motisi per questa intervista e per la sua partecipazione al prossimo Socialcom 19

È grazie alla sua disponibilità e quella degli altri relatori che Socialcom – La comunicazione al tempo dei social è un convegno dal rilevante contributo contenutistico e scientifico e l’unico in Italia che offre alta formazione gratuita per tanti giovani. L’appuntamento è per il prossimo 10 Dicembre alla Camera dei Deputati. Per info e accrediti:info@socialcomitalia.com

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ConvegnoSocial
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