#SocialComInTour. La comunicazione al tempo dei social: “forum, chat, blog, community, social media: nomi diversi per indicare l’eterna voglia di comunicare”

Gianluca Neri, fondatore di Macchianera e Direttore della Festa della Rete, ha commentato, con noi di SocialCom Italia, il ruolo svolto dai social media nella comunicazione odierna
Socialmedia, comunicazione, privacy
Socialmedia, comunicazione, privacy: siamo prossimi ad un punto di svolta epocale? Saranno i protagonisti stessi della comunicazione italiana a tentare di dare una risposta agli interrogativi posti dal rapporto fra social network e privacy, durante l’evento “#SocialComInTour. La comunicazione al tempo dei social”.
Il dibattito si terrà martedì 8 maggio, a partire dalle 10.30, a Napoli, nella imponente cornice di Castel dell’Ovo, all’interno della Sala Sirena – in via Eldorado, 3 – all’interno di un evento targato Socialcom – digital community guidata da Luca Ferlaino, attiva nel monitoraggio, la valutazione e l’anticipazione delle tendenze nell’ambito della comunicazione digitale – ed NMK Marketing & Comunicazione, patrocinato dal Comune di Napoli e sponsorizzato da Codere Italia, Gruppo Industriale Maccaferri e Samsung Electronics Italia.
Politici, amministratori locali, giornalisti, rappresentanti del mondo accademico, responsabili delle comunicazioni istituzionali di eminenti realtà dell’imprenditoria internazionale, esperti di comunicazione faranno il punto sul futuro della Rete, fra sfide dei socialmedia ed incognite legate alla privacy degli utenti.
 Socialmedia, comunicazione, privacy
In vista di #SocialComInTour, ne abbiamo discusso con Gianluca Neri, fondatore di Macchianera e Direttore della Festa della Rete.
Gianluca Neri, lei è stato uno dei pionieri della Rete, nel nostro Paese. Cosa ricorda dei primi anni da utente del web?
Ricordo che c’era una grande voglia di sperimentare: avevamo presente forse un centesimo delle possibilità che la rete ci avrebbe concesso negli anni a venire, eppure ci sembrava già tantissimo. Ricordo anche che eravamo pochi e che l’argomento internet non interessava sostanzialmente nessuno, se non qualche tecnico. Pensavamo che per funzionare realmente la rete avrebbe dovuto fare massa critica e, quindi, eravamo un po’ tutti “apostoli” del web. Poi, a un certo punto – direi grazie a Facebook, o per colpa di Facebook – la gente è arrivata, in massa, nel giro di pochi mesi. E va detto che la rete non è stata più la stessa. Per certi versi in bene, per molti altri in male.
Dai blog ai socialmedia, lei ha attraversato le molte stagioni della comunicazione digitale italiana: quale sarà la prossima?
In realtà sin dall’inizio del web, abbiamo semplicemente e periodicamente cambiato nome (forum, chat, blog, community, social media) a una cosa che si chiama “voglia di comunicare”. Che si tratti di comunicare noi stessi, o di comunicare con altri, il nodo è lì. Io spero vivamente che la prossima stagione digitale si concentri sulle tecnologie che possono semplificarci, migliorarci la vita e farci risparmiare l’unica vera moneta di questi tempi: il tempo.
Com’è nata l’idea della Festa della Rete, che oggi è uno degli appuntamenti fondamentali per gli utenti italiani?
È nata per una scommessa con altri blogger – a quei tempi saremmo stati meno di cento in tutta Italia, alcuni dei quali però molto seguiti – e, dal momento che ogni occasione in cui ci si ritrovava risultava essere parecchio piacevole, l’idea è stata quella di organizzare una sorta di “gita delle medie” dei blogger. Ed è la cosa che ha sempre differenziato la Festa della Rete dagli altri eventi: la Festa della Rete parla alle persone, non alle aziende. E una Festa della Rete ben riuscita è quella in cui le persone riescono a incontrarsi e divertirsi.
Caso Cambridge Analytica, socialmedia e privacy: quali scenari si aprono?
È inevitabile che, almeno per un certo periodo, venga attuato un giro di vite su ciò che i social media si permetteranno di chiedere ai propri utenti in cambio del servizio che offrono. Alcuni vireranno verso abbonamenti di piccola entità, altri continueranno a raccogliere gli stessi dati che raccoglievano prima, anche senza particolari permessi: il problema è – certo – pretendere che venga richiesto il consenso per utilizzare i nostri dati, ma soprattutto avere utenti più consapevoli, in grado di capire quanti dati mettano volontariamente a disposizione di chissà chi, soltanto raccontandosi sulla rete o parlando con i propri amici e le proprie famiglie.

Social media, privacy, big data, comunicazione digitale: su questi temi continueremo a confrontarci martedì 8 maggio, a Napoli, durante “#SocialComInTour. La comunicazione al tempo dei social”.

Per assistere all’evento è necessario accreditarsi inviando una email a info@socialcomitalia.com. Sarà, inoltre, possibile seguire il dibattito, anche sui canali social SocialCom: su Twitter, seguendo l’hashtag #SocialComInTour ed il profilo @SocialComItalia, nonché in diretta video sulla pagina Facebook ufficiale di SocialCom, www.facebook.com/socialcomitalia

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