Strutture comunali e distanziamento sociale

Cosa significa per le strutture comunali adottare le regole per il distanziamento? Intervista a Gianni Alemanno L’Italia e le sue aziende si preparano a ripartire con l’obbligo di adottare...
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Cosa significa per le strutture comunali adottare le regole per il distanziamento? Intervista a Gianni Alemanno

L’Italia e le sue aziende si preparano a ripartire con l’obbligo di adottare rigorose norme sanitarie e di distanziamento sociale.  Nella «fase 2» dell’epidemia da Coronavirus resterà in vigore il divieto di assembramento e gli incontri, anche se con poche persone, dovranno essere comunque segnati dal distanziamento. Le nuove regole per la riapertura delle attività produttive saranno ferree, atte a tutelare la salute dei dipendenti e dei clienti.

Ma non solo le aziende, anche tutta la struttura comunale dovrà adottare le regole per il distanziamento sociale. Abbiamo affrontato l’argomento con l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno.

  • Onorevole Alemanno, lei è stato sindaco: come crede che il distanziamento sociale andrà ad impattare con la macchina pubblica

Cambierà tutto con rischi enormi. In uffici ancora poco digitalizzati come quelli delle amministrazioni locali italiane, dove ancora la fila davanti agli sportelli è una prassi abituale, il rischio è quello di un’esplosione dei problemi e dell’insofferenza dei cittadini rispetto a questi ritardi.

  • Come reagirà secondo lei la società a questo stravolgimento

O si compie un salto di livello, o il rischio di un ulteriore arretramento è dietro l’angolo. Questo è il momento del salto di livello digitale, adesso o mai più

  • L’Italia è pronta per la riconversione digitale

Sì e no. Non è pronta nelle procedure pubbliche ancora troppo lente ed aggravate dalla cultura del sospetto nei confronti del cittadino. Ma invece è molto pronta se guardiamo a tutte le immense risorse tecniche e imprenditoriali che ci sono nel mondo delle aziende private e anche nei nostri centri di cultura.

  • Qual è il modo giusto con cui il Paese dovrà affrontare questa nuova era

Si tratta di rimettere al centro la fantasia e la capacità di innovazione del popolo italiano. Usare tutte le potenzialità delle nostre piccole e medie imprese, portare le università a diretto contatto con le pubbliche amministrazioni. Dobbiamo essere da un lato futuristi nelle procedure, riprendendo il culto della velocità, e dall’altro lato riscoprire ritmi antichi e profondi nei nostri rapporti sociali e personali.

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