Stupro in diretta sui social. La rabbia degli utenti

Arrestati 3 uomini: il video non è ancora arrivato nelle mani degli inquirenti
Videocamera

La diretta live su Facebook è fuori controllo? Vi abbiamo parlato qualche giorno fa del tragico suicidio della 12enne Katelyn Nicole Davis, avvenuto in diretta tramite l’applicazione in streaming Live.me. Anche se il filmato non era stato caricato direttamente sul social, aveva continuato a girare tra gli utenti per 2 settimane. il Washington Post ha accusato l’azienda di Menlo Park di non essere stata abbastanza pronta nella rimozione del link.

Ora, dalla Svezia, arrivano notizie di un nuovo episodio simile.

Violenza in diretta

La polizia di Uppsala, città universitaria svedese con quasi 150mila abitanti, ha arrestato tre giovani di 18, 20 e 24 anni. L’accusa? Aver violentato una donna. I tre, inoltre, avrebbero filmato la scena dello stupro in diretta, pubblicandola su Facebook Live, in un gruppo privato. Il provvedimento della polizia è arrivato dopo che numerosi cittadini avevano riportato l’accaduto, attraverso denunce telefoniche.

Ieri, le autorità hanno lanciato un appello agli utenti del gruppo, affinché mostrassero le immagini dell’assalto agli investigatori.

«La polizia e i pubblici ministeri hanno accesso a parte delle immagini e del filmato», ha spiegato Magnus Berggren, giudice locale, durante una conferenza stampa. «Non abbiamo però accesso al segmento che mostra la violenza effettiva».

La polizia sta cercando di ottenere il video completo non solo come prova dello stupro, ma anche per prevenirne l’ulteriore diffusione su Internet.

Christine Chen, portavoce di Facebook, ha commentato l’accaduto:

«Si tratta di un crimine orrendo e non tolleriamo questo tipo di contenuti su Facebook. Se qualcuno viola gli standard della community utilizzando Live, interrompiamo subito lo streaming appena possibile, quando ci viene segnalato».

C’è un problema Facebook Live?

A luglio scorso, negli Stati Uniti, due sparatorie erano state filmate attraverso il canale Live su Facebook. La prima a Norfolk, in Virginia, quando tre uomini sono stati raggiunti da colpi di pistola mentre erano in diretta. A St. Paul, in Minnesota, la morte di Philando Castile, ucciso per mano della polizia, era finita in live su Facebook.

Più di recente, un uomo con gravi problemi mentali era stato rapito e picchiato brutalmente. Sempre in diretta sul social. Il filmato è stato in questo caso cancellato da Facebook nel giro di mezz’ora.

Il punto dirimente è: Facebook non può controllare in anteprima le immagini (sarebbe censura). Nemmeno può controllare in automatico il tipo di video che vengono trasmessi in tutto il mondo. Si deve basare solo sulle segnalazioni degli utenti. Intanto, però, filmati contenenti immagini violente continuano a circolare liberamente su un social che, lo ricordiamo, prevede l’iscrizione a partire dai 13 anni.

Quali possono essere le soluzioni?

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