Terremoto centro Italia: Piovono Zucchine, ristorante vegano scatena polemiche con un post

Dolcetto o Terremoto? Il post non piace agli utenti, i proprietari cercano di spiegare le loro ragioni
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Il terremoto lo hanno creato con un post che ha scatenato un mare di polemiche sui social che continuano in queste ore. “Piovono zucchine”, ristorante vegano di Brindisi, ha pubblicato un’immagine di una zucchina intagliata con “occhi” impauriti, con sopra scritto “Dolcetto o Terremoto”.  L’intento delle proprietarie era quello di spiegare che il locale sarebbe stato aperto anche in occasione di Halloween. Ma pochi pare abbiano gradito. Intanto, commentano che non hanno nulla da scusarsi. È un epic fail?

Il post che provoca “un terremoto”

Resta ancora oscuro il motivo che ha spinto le proprietarie a pubblicare quel post sul terremoto: una provocazione? Una leggerezza? La logica del”basta che si parli”? Le risposte agli utenti indignati sono poco chiare e le proprietarie chiedono a chi non ha capito il senso del post di scrivere messaggi in privato. L’unica spiegazione pare essere un commento dove si legge che la serata per Halloween ha scopi benefici, con i dolci che saranno offerti ai bambini delle Marche, vittime del terremoto:

«Adesso possiamo dirlo, vi abbiamo lasciato sfogare prima di ritornare alle vostre faccende quotidiane. I dolci per i bambini delle Marche ( non tutti ovviamente ma quelli che riusciremo a raggiungere tramite gli accordi con alcune Associazioni ) saranno pagati da noi/ voi con la cena di domani sera. Adesso siate gentili, lasciateci lavorare. Fare ristorazione per noi è cosa seria», scrivono.

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Di fronte alla richiesta di chiarimenti pubblici sul post sul terremoto le risposte non sembrano delle più accoglienti. A chi dice come un utente dice “Non vedo niente di intelligente e sensato in questa locandina”, la risposta è questa: «A noi non interessa se sta infastidendo qualcuno, forse questo passaggio non vi è chiaro. Lei sta facendo qualcosa per le Marche oltre che indignarsi e condividere post sul terremoto? Ha mangiato tranquillamente a casa sua con la sua famiglia? È comodamente seduta ad indignarsi di quello che fanno glia altri? Bene, continui a fare quello che fa, noi facciamo altro».

Il tono delle altre repliche è altrettanto piccato.

Luca La Mesa: «Basterebbe studiare chi prima di noi ha fatto errori simili»

Luca La Mesa è un social media strategist. In un suo post spiega quali sono gli errori del ristorante vegano e perché il loro post sul terremoto è un epic fail: «I social media sono una cosa seria e sconsiglio vivamente di cavalcare temi di attualità e tragedie come il terremoto per finalità non chiare (o per la ricerca di pubblicità gratuita)».

Intanto, le proprietarie proprio qualche ore fa hanno pubblicato un altro post per provare a chiarire le loro posizioni sul post sul terremoto, ma ancora una volta non ci sono scuse:  «Non facciamo questo per marketing o per vendere qualche piatto in più, tutto questo è alla base della nostra idea di ristorazione non fine a se stessa. Svegliare le coscienze, soprattutto le nostre è uno degli obiettivi primari di chi decide di aprire un ristorante vegano», scrivono nel post dove si lamentano anche delle tante minacce, alcune di morte, che hanno ricevuto.

L’epic fail di Groupalia sul terremoto

Se questo passerà o meno come un epic fail, potremo solo saperlo tra qualche giorno. Certo che pure se lo fosse, “Piovono Zucchine” sarebbe in compagnia di brand più famosi che hanno usato i social in modo altrettanto discutibile. Come non ricordare, per esempio, il post di Groupalia che mentre c’erano morti sotto le macerie per il terremoto in Emilia nel 2012 proponeva a tutti di scappare a Santo Domingo? Oppure Melegatti che su un immagine scriveva “Ama il prossimo tuo come te stesso… basta che sia figo e dell’altro sesso”, provocando le reazioni indignate delle associazioni che difendono i diritti degli omosessuali. O ancora Pomì che pubblicava un post dove invitava a comprare i suoi prodotti (al Nord) mentre scoppiava la questione “Terra dei fuochi”.

I social sono uno strumento potente e anche molto delicato. E bisogna maneggiarli con estrema cura per evitare che si rivoltino contro. Come spiega La Mesa: «Il marketing è qualcosa di molto più serio e la logica del “purché se ne parli” è il male».

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