Trump confonde la Svezia col Pakistan: la reazione del web è impagabile

È già la seconda volta che l'amministrazione Trump inventa un presunto attentato terroristico...
Trump

Anche se continua a denunciare come fonti di fake news tutti i giornali e le televisioni americane (a parte la Fox, naturalmente), l’amministrazione di Donald Trump sembra avere una predilezione particolare per le bufale. Non bastava la consigliera Kellyanne Conway, che aveva inventato completamente dal nulla un massacro a Bowling Green, in Kentucky (ve ne abbiamo parlato qui). Un presunto attentato che sarebbe stato perpetrato da due rifugiati iracheni.

Ora lo stesso presidente americano, in un comizio in Florida, si è inventato di sana pianta un attacco terroristico inesistente. Stavolta in Svezia.

Chi poteva immaginarlo?

Sabato 18, durante un comizio pomeridiano a Melbourne in Florida, Trump ha ripreso uno degli argomenti più in vista della sua campagna elettorale e dei primi giorni della sua presidenza: la sicurezza dei confini per arginare l’immigrazione clandestina. Un fenomeno che il presidente USA lega alla crescita del terrorismo di stampo jihadista in Europa. Ha quindi citato Bruxelles, Nizza, Parigi, teatro di attacchi che sono rimasti impressi nella mente di tutti i cittadini del mondo occidentale. E poi ha citato, inspiegabilmente, la Svezia.

«Guardate cosa sta succedendo in Germania. Guardate cosa è successo la notte scorsa in Svezia. La Svezia: chi poteva immaginarlo? La Svezia. Hanno accolto [rifugiati, ndr] in gran numero e stanno avendo problemi che non avrebbero mai creduto possibili».

Non si hanno notizie, però, di problemi o attacchi particolari nel Paese scandinavo, nominato addirittura 3 volte. Un’interpretazione possibile, è che Trump abbia confuso la città di Sehwan, in Pakistan, con il termine Sweden, Svezia in inglese. Nella città pakistana, giovedì 16 un attentato suicida ha tolto la vita a 85 persone.

Dopo il discorso di Trump, il governo svedese ha chiesto spiegazioni. «Abbiamo interpellato il Dipartimento di Stato americano: stiamo cercando di fare chiarezza su quanto dichiarato», ha spiegato Catarina Axelsson, portavoce del ministero degli Esteri svedese.

Cosa si è fumato?

La sparata di Trump ha suscitato reazioni indignate del web, soprattutto su Twitter. Ma prevale l’ironia da parte dei commentatori e semplici utenti, che hanno preso in giro il presidente americano.

Il primo, Carl Bildt, diplomatico svedese e primo ministro del Paese negli anni ’90:

«Svezia? Attacco terroristico? Cosa sta fumando? Le domande abbondano», scrive. Anche Chelsea Clinton non si è fatta sfuggire l’occasione per commentare l’accaduto: «Cos’è successo in Svezia venerdì sera? Hanno catturato i responsabili del massacro di Bowling Green?».

L’ironia è poi dilagata in ogni angolo del social. Sono stati addirittura 3 gli hashtag lanciati dagli utenti per commentare sarcasticamente la dichiarazione di Trump: #swedenincident (incidente svedese), #LastNightInSweden (la notte scorsa in Svezia) e #PrayForSweden (preghiamo per la Svezia).

Ecco alcuni dei tweet più divertenti:

Jeanna Skinner s’inventa un muro componibile (ovviamente di marca IKEA), che sarebbe andato a ruba nelle ore successive ai “terribili eventi” della notte scorsa. Gli fa eco Erik Flachmeyer, che spiega cosa è accaduto, secondo lui:

Per percy dashwood, invece, l’unica invasione in corso in Svezia è quella delle renne:

La risposta di Trump

Sempre con un tweet, Trump ha risposto alle polemiche e all’ironia della Rete:

«La mia dichiarazione su cosa accade in Svezia si riferiva a una notizia trasmessa dalla Fox riguardo immigrati e la Svezia», leggiamo. Una pezza per mettere fine alle discussioni? Forse. In ogni caso, come riporta Politico, il servizio della Fox era quantomeno fuorviante.

Durante il programma “Tucker Carlson Tonight” di venerdì, il filmaker e produttore Ami Horowitz ha raccontato di un documentario che sta realizzando riguardo le politiche migratorie svedesi. «C’è stato un incredibile aumento dei conflitti a fuoco e degli stupri in Svezia dal momento in cui ha adottato una politica di porte aperte» nei confronti dei migranti, dichiarava Horowitz. Nel 2016, però, il governo svedese ha pubblicato un’indagine sul crimine nel Paese scandinavo: a parte un picco di dimensioni ridotte nel 2013, i crimini sono rimasti sostanzialmente costanti nel corso dell’ultimo decennio.

Foto: Gage Skidmore

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