Video Ads: Twitter vende gli spot come in TV, funzionerà?

Il social dei ginguettii vuole aggredire il mercato dei video ads, ma non è il solo a provarci
twitter video ads

La televisione tradizionale sta diventando obsoleta. Ormai le persone preferiscono altri tipi di schermi, ovvero quelli di smartphone e pc, per accedere ai social o per la fruizione dei contenuti on demand. Il risultato? Sempre più aziende riversano parte del budget, prima destinato agli spazi pubblicitari sul canale tv,  in favore di quello digitale. Twitter prova a calcare l’onda e vuole vendere spot come la televisione. Ma funzionerà?

Video Ads come spot tv

Il ragionamento di base è molto semplice. Se le aziende stanno sostituendo gli spot Tv con gli ads sui social, allora preferiscono qualcosa che assomigli al modo in cui occupavano gli spazi pubblicitari tradizionali. Da qui nasce l’idea di offrire alle aziende la possibilità di inserire ads all’interno dei video.

Twitter si focalizza sui video ads

Sono anni che Twitter è ad “un passo dalla morte” e ha bisogno di sperimentare soluzioni sempre nuove per monetizzare. Non stupisce dunque la scelta presa il mese scorso di porre un’attenzione maggiore ai video ads, piuttosto che ai tweet sponsorizzati. Dopo il calo del 9% delle vendite registrato lo scorso autunno, il social dei cinguettii ritiene che i video ads potranno garantirgli una ripresa in positivo con un buon ritorno sugli investimenti.

Per tanto, ha investito risorse per accrescere la qualità dei video sulla piattaforma per attrarre proprie quelle aziende che tradizionalmente si rivolgono al canale televisivo. In fondo Twitter ha il vantaggio di una maggiore targettizzazione degli utenti a cui mostrare gli ads rispetto alla tv che si rivolge a una platea meno profilabile (ad eccezione di programmi ed eventi estremamente popolari).

Twitter e la concorrenza

Twitter non è l’unica che prova a vedere i video ads alle aziende. Anche Snapchat lo vede un ottimo canale di monetizzazione e cerca di attirare quelle aziende che vendono prodotti che interessano ai millennials. Attualmente infatti sta provando ad aumentare il numero dei video ads che mostra nelle “Storie” degli utenti.

Ma non solo. Anche Zuckerberg vuole aggredire il mercato degli spot televisivi e sta investendo risorse per migliorare le funzionalità video sia su Facebook che Instagram. E infine c’è Youtube, che di sicuro è uno dei principali beneficiari di questa trasformazione dei canali pubblicitari e aspira a replicare letteralmente gli spot televisivi grazie alla Youtube TV. Twitter saprà accaparrarsi la sua fetta di torta?

Leggi anche: Il lungo declino di Twitter: persi altri milioni di pubblicità

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