Zuckerberg stufo dei social: “Voglio incontrare persone dal vivo”

Zuck lascerà scrivania e pc e visiterà 30 Stati. Ma cosa nasconde questa decisione?
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Sembrerebbe un paradosso che il re dei social, Mark Zuckerberg, il boss di Facebook, dichiari che tra i buoni propositi per il 2017 abbia quello di passare meno tempo sui social, nel mondo virtuale. Zuck ha dichiarato che vorrà trascorrere più tempo a incontrare persone nel mondo reale:

«La mia sfida personale per il 2017 è quelli di incontrare persone in ogni Stato americano per la fine dell’anno», scrive sul suo profilo personale per poi aggiungere, “Dopo un anno tumultuoso, la mia sfida è di uscire e parlare con le persone per capire come vivono, lavorano e cosa pensano del futuro”.

Ma cosa nasconde questa dichiarazione di Zuck?

 

Zuck globetrotter in 30 Stati

Troverà il tempo il miliardario di realizzare un piano così impegnativo? Zuck ha dichiarato di voler visitare oltre 30 Stati. In questi incontri, sulla cui reale finalità ancora non trapela nessuna notizia, raccoglierà feedback, che poi potrà utilizzare per migliorare il social.

In realtà, Facebook ha bisogno proprio di rifarsi il look dopo le tanti “crisi mediatiche”  (pensiamo a quello che sta succedendo sulle fake news), che ha dovuto affrontare quest’anno. La mossa di Zuck potrebbe essere anche spiegata da questa necessità. Facebook ha bisogno di ritrovare quella finalità che si era prefisso dal momento in quei è nato: “connettere il mondo”.

Una missione che il social ha perso in questi anni in cui si è trasformato in una macchina pubblicitaria e ha favorito anche una polarizzazione delle opinioni politiche (prova a chiederti se c’è un reale dibattito sul social media o se tutti restano nelle loro posizioni per attaccare quelle altrui).

Facebook, inoltre, sta isolando gli utenti da tutto quello che è lontano dalla loro sensibilità.  I risultati che ci appaiono sulla home del social network sono dettati dagli interessi che l’utente ha mostrato precedentemente. Ipotesi che spaventa, se ci pensiamo bene, poiché ci mette in una condizione in cui vediamo e leggiamo, solo quello con cui siamo d’accordo. La morte del pensiero critico per mano di un software?

Zuck e il ruolo politico

In realtà, la mossa di Zuck potrebbe essere letta anche in un’altra prospettiva. Già da diversi mesi si chiacchiera sulla possibilità che il fondatore di Facebook entri in politica dalla porta principale d’ingresso, come consulente o capo di un dipartimento.

D’altra parte, le indiscrezioni sono state confermate da una clausola che ha recentemente negoziato con il consiglio di amministrazione che gli consentirebbe di servire per due anni il Paese, mantenendo il controllo dell’azienda.

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