Socialcom Italia - Aprile 6, 2017

E’ possibile raccontare il Paese delle 100 città?

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L’Italia è capace di raccontare il sistema Paese? Il suo sistema industriale, le sue eccellenze? Esiste uno storytelling dell’innovazione in Italia?

Sono questi i quesiti che abbiamo posto a relatori e ospiti del 5° aperitivo digitale #SocialCom – Innovazione digitale. Quali storytelling per un Paese che vuole raccontare il futuro? – tenutosi il 5 aprile nella splendida cornice dell’IQOS Embassy di Roma, concept store dedicato all’avveniristico dispositivo IQOS™, sistema rivoluzionario sviluppato da Philip Morris International che scalda e non brucia il tabacco, emettendo un aerosol senza combustione, fumo o cenere.

Se non hai potuto seguire l’evento in diretta, ti riassumiamo i temi e gli spunti di riflessione che sono emersi.

Andrea Prandi: “Tante difficoltà ma non mi rassegno. Abbiamo tantissime eccellenze e vanno raccontate.”

Nasce come giornalista, ha poi lavorato per Edelman, con Omnitel/Vodafone e Indesit. Per 12 anni Direttore comunicazione e relazioni esterne di Edison, è stato anche membro dell’Unità di missione governativa per l’Agenda Digitale. È il fondatore di Smartitaly, associazione che ha tra i suoi obiettivi quello di trovare giovani talenti italiani.

“Oggi gli occhi del mondo erano puntati sul Salone del Mobile di Milano, eppure le metropolitane erano bloccate. In stazione c’erano migliaia di persone bloccate che non sapevano come muoversi. Ecco, sicuramente questo non può contribuire nel costruire uno storytelling sull’innovazione così come l’incapacità di aziende pubbliche e private di mettersi insieme per fare open innovation

Ma nonostante la situazione politico-economica del Paese, non mi rassegno. Abbiamo tantissime eccellenze e vanno raccontate. Non parlo solo di moda o food, pensate all’Istituto Italiano di Tecnologia, ad esempio”.

Piero Tatafiore: “In Italia non è possibile fare un unico storytelling”

Responsabile comunicazione corporate del gruppo Maccafferi, holding bolognese che investe in settori diversi: ingegneria ambientale, energia immobiliare, tabacco, alimentare e agroindustria.

“E’ vero che non riusciamo a raccontare quanto di buono facciamo. Indipendentemente dal colore del governo le istituzioni non riescono a produrre un racconto univoco e nemmeno Confindustria ci riesce. Manca un’unità e questo complica ancora di più le cose. Come possiamo raccontare un’Italia che cambia, considerato che cambia a macchia di leopardo?

Siamo il Paese delle 100 città, è impossibile creare un unico storytelling.”

 

Emerge, dunque dal dibattito, un’incapacità di creare uno racconto unico per il Paese, che sia in ambito turistico, con ogni regione a correre da sola, in quello industriale o nell’innovazione, l’Italia c’è ma non sa come dirlo.