Socialcom Italia - Febbraio 3, 2025

Overtourism a Roccaraso: polemiche e hate speech contro tiktoker e turisti napoletani

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Da un’ondata di turismo low cost nata su TikTok a un caso mediatico
nazionale: il fenomeno Roccaraso tra critiche al turismo mordi e fuggi, accuse
di riciclaggio e una tempesta di commenti antimeridionali.

TikTok è ormai in grado di influenzare consumatori, elettori e persino flussi turistici.
La scorsa settimana, la piattaforma ha alimentato il fenomeno dell’overtourism nella
località abruzzese di Roccaraso, diventato rapidamente un caso mediatico.
Secondo i media, tutto è partito dai video di una popolare tiktoker napoletana, Rita
De Crescenzo, che al grido di “Tutti a Roccaraso!” ha scatenato un’ondata di gite
low cost organizzate tramite TikTok, portando 10.000 turisti in una località non
attrezzata per accoglierli.
La sequenza degli eventi è chiara: i video di Rita De Crescenzo a Roccaraso
risalgono al 21 gennaio, mentre il picco dell’overtourism si registra nel weekend del 25.

Tuttavia, il dibattito online esplode solo la settimana successiva, quando iniziano
a circolare video che mostrano i danni lasciati dai turisti e i pacchetti vacanza a
prezzi stracciati. L’attenzione mediatica si intensifica ulteriormente quando i principali
quotidiani italiani ripubblicano i contenuti della tiktoker e la intervistano, mentre
commentatori come Giuseppe Cruciani de La Zanzara e il deputato di Alleanza
Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli entrano nel dibattito.
La risposta della community di TikTok è immediata: molti creator rilanciano l’invito
per il weekend successivo, alimentando il timore di un secondo assalto ancora più
caotico. Per prevenire nuovi disagi, il sindaco di Roccaraso annuncia misure
restrittive, mentre le forze dell’ordine avviano un’indagine per riciclaggio, a causa
della sospetta circolazione di ingenti somme di denaro in contanti, in particolare
banconote da venti euro. Alla fine, complice anche la mancanza di neve, il temuto
bis non si verifica. Il weekend si chiude con un nuovo annuncio di Rita De
Crescenzo: la sua prossima meta sarà Ovindoli, un’altra località sciistica abruzzese.

Dai social ai media tradizionali: un’escalation di attenzione

Il fenomeno ha avuto origine su TikTok, dove i 100 video più popolari sull’argomento
hanno totalizzato quasi 40 milioni di visualizzazioni. Ma da lì si è diffuso
rapidamente su tutti i social media e, infine, sulle principali testate giornalistiche
nazionali.

Un’analisi condotta per il programma Agorà di Rai 3 dal team di
Socialcom, utilizzando la piattaforma Socialdata, ha esaminato oltre 18.000 post
sull’argomento, che hanno generato quasi un milione e mezzo di interazioni tra
click, commenti e condivisioni.
Il principale motore dell’attenzione è stata proprio Rita De Crescenzo, il cui
personaggio è stato portato all’attenzione del grande pubblico dalle principali testate
giornalistiche e tv nazionali. Oltre alla sua popolarità su TikTok, si è parlato anche di
aspetti personali, come la sua gravidanza a 12 anni e un passato di rapporti difficili
con la giustizia.
Curiosamente, i video di Rita a Roccaraso non sono tra i più visti del suo repertorio.
Il più popolare di questi, con circa 2 milioni di visualizzazioni, la ritrae mentre brinda
con uno spritz sulla pista da sci, ballando una canzone sugli hater di Napoli. In
passato, alcuni suoi video hanno superato i 6 milioni di visualizzazioni.

Dal dibattito alle tensioni sociali

Rita De Crescenzo esibisce in modo ironico molti degli stereotipi associati alla
cultura napoletana, suscitando reazioni opposte: adorazione da parte dei suoi fan e
insulti feroci da parte dei detrattori. Tuttavia, il sentiment più negativo e i commenti
più violenti non sono rivolti solo alla tiktoker, ma ai turisti mordi e fuggi, presi di mira
non per il loro comportamento, ma per la loro origine napoletana.
Il fenomeno ha rivelato un’ondata di antimeridionalismo inquietante: ogni aspetto
dell’identità napoletana è diventato bersaglio di scherno o attacchi verbali. Dalla
lingua—con il virale “Manueleee”, grido della De Crescenzo rivolto al figlio che
imparava a sciare—al cibo, con critiche ai panini portati da casa, alle lasagne in
teglia e, ovviamente, alla pizza. Anche il modo di viaggiare è stato oggetto di
attacchi, con polemiche su bus stracolmi e parcheggi azzardati, così come
l’abbigliamento—le tute da sci anni ’80 affittate nei negozi vintage—e la socialità, per
la forte presenza di gruppi numerosi di amici e famiglie.
Ma non solo turisti e tiktoker sono stati colpiti dalle critiche. Anche Roccaraso ha
visto la propria reputazione messa a rischio: la vicenda ha avuto eco internazionale,
con articoli sulla “località sciistica invasa e deturpata”. Nei gruppi Facebook locali,
frequentati da operatori turistici e visitatori abituali, si trovano sia post critici in linea
con il dibattito nazionale, sia difese della località contro quella che viene percepita
come un’esagerazione mediatica.

Non solo conflitto: l’ironia dei meme

Nonostante il clima acceso, il caso Roccaraso ha dato vita anche a una ricca
produzione di meme, che hanno contribuito ad alleggerire i toni e a rendere la
vicenda ancora più virale.
“Una storia diventa virale quando racconta emozioni e porta alla luce tensioni sociali
e culturali in cui tanti si riconoscono e vogliono esprimersi”, spiega Luca Ferlaino,
fondatore di Socialcom, nel corso di Agorà su Rai 3. “Da un lato, nascono critiche
costruttive e una maggiore consapevolezza su fenomeni in crescita come
l’overtourism; dall’altro, la mancanza di moderazione fa esplodere conflitti che
sfociano in aggressioni verbali e danneggiano la reputazione di singole persone,
intere comunità e località turistiche.”