Socialcom Italia - Aprile 2, 2026

ITALIA FUORI DAI MONDIALI: I SOCIAL ITALIANI SI SCATENANO

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Tutta la rabbia degli utenti per la terza assenza consecutiva dalla World Cup: rabbia, frustrazione, sarcasmo e tristezza dominano le conversazioni online.

SocialCom, in collaborazione con la piattaforma Human Data, ha raccolto e analizzato i dati dei social, in Italia, sulla Nazionale di calcio e la non qualificazione ai mondiali, nell’ultimo mese.

Esplode la rabbia degli italiani sui social dopo la mancata qualificazione ai mondiali: +713% di conversazioni e +52% di interazioni per la sconfitta con la Bosnia. 200 mila conversazioni e 41 milioni di interazioni nell’ultimo mese: ogni post genera oltre 200 like, commenti, ricondivisioni. Dominano emozioni come rabbia per il risultato, tristezza per la terza mancata qualificazione, frustrazione, sarcasmo e polemica contro i vertici della FIGC.

I picchi di interesse coincidono con la lista delle convocazioni del CT, con la conferenza stampa di Gattuso, l’illusoria vittoria con l’Irlanda del Nord e poi con la sconfitta di martedì. I personaggi più discussi nelle conversazioni social sono il Commissario Tecnico Gattuso (60 mila conversazioni), responsabile sul campo, il giocatore Bastoni (43 mila), che ha lasciato l’Italia in 10, il Presidente Gravina (21 mila) di cui molti chiedono le dimissioni e infine Esposito (20 mila) e Cristante (10 mila), che hanno sbagliato il penalty.

Per sdrammatizzare, tanti i meme sulla serata: un utente su X paragona la World Cup al sole per i vampiri o la kryptonite per Superman, un altro “elimina” l’Italia dal gioco “Indovina chi” e infine una pagina Facebook del San Marino calcio si paragona alla Nazionale Italiana, avendo perso di misura proprio con la Bosnia a giugno.

“La reazione social certifica una frattura emotiva profonda tra tifosi e Nazionale: non è solo delusione sportiva, ma crisi di fiducia nel sistema calcio”, spiega Luca Ferlaino, presidente di Sociacom. “L’ironia e i meme diventano valvola di sfogo, ma sotto la superficie emergono richieste chiare di responsabilità e cambiamento.”