Iran: la guerra in diretta social

La rete totalmente contro il conflitto. Trump catalizza il dibattito.
SocialCom, con la piattaforma SocialData, ha raccolto e analizzato, per Agorà, oltre 45 milioni di contenuti e più di 444 milioni di interazioni online sull’attacco che Israele ha sferrato contro l’Iran. Che ne pensa la rete mondiale?
Nell’ultima settimana il sentiment online sull’argomento è stato quasi totalmente negativo (94%). Dell’Iran si parla 5 volte in più rispetto a Gaza e 10 volte più dell’Ucraina.
Il grafico mostra chiaramente due picchi di interesse: uno tra il 12 e il 13 giugno, quando è cominciata l’offensiva israeliana contro Teheran; un’altra il 17 giugno, quando il Presidente USA Trump ha chiesto la resa incondizionata di Khamenei.
Tra i leader che hanno generato più dibattito sul tema Trump, con quasi 5 milioni di mention, e supera i due protagonisti del conflitto: Netanyahu (2.9 milioni) e Khamenei (1.8 milioni). Al quarto posto Putin, anche per il suo possibile (ma bocciato dal G7) ruolo di mediatore tra le parti in conflitto, con 387 mila conversazioni, e Obama (318 mila), per gli accordi del 2015. L’Europa è presente solo con Macron (312 mila conversazioni) e Meloni (311 mila).
Dalla mappa mondiale emerge come negli USA ci sia il dibattito più animato, con 15 milioni di conversazioni. Segue la zona mediorentale, teatro del conflitto con 4 milioni di conversazioni, l’India, dalla parte di Israele, con 3 milioni. Anche il Pakistan entra nel dibattito, dalla parte di Teheran (1 milione di conversazioni). In Italia 586 mila conversazioni.
Tra i post più virali spiccano quello della giornalista della tv di stato iraniana Sahar Emami in diretta durante un bombardamento; la festa su un rooftop libanese durante gli attacchi missilistici, l’esodo di macchine che escono da Teheran e le macerie di Tel Aviv mostrate dopo gli attacchi.
“Con 444 milioni di interazioni la rete globale ha espresso un sentiment quasi totalmente negativo (94%).” spiega Luca Ferlaino, Presidente di Socialcom. “Trump ha generato più dibattito dei leader in conflitto. Dalla giornalista iraniana in diretta ai video virali di Trump, la guerra si combatte anche sui social, modellando l’opinione pubblica in tempo reale”

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