Socialcom Italia - Novembre 22, 2025

Giustizia, sui social è boom: il referendum polarizza le conversazioni, il Sì avanti al 53%

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Il tema coinvolge la rete, superate le 246 milioni di interazioni in dodici mesi

Negli ultimi 12 mesi la giustizia si è confermata uno dei temi più esposti nel dibattito online. Sono stati rilevati quasi 11 milioni di post e oltre 246 milioni di interazioni. È quanto emerge da una ricerca SocialCom, realizzata con l’ausilio della piattaforma SocialData, presentata al Forum Annuale di Stresa della Fondazione Iniziativa Europa.

L’interesse pubblico si è mantenuto costante durante l’intero anno, con picchi in corrispondenza di eventi a forte impatto mediatico, come l’avviso di garanzia alla premier Giorgia Meloni per il caso Almasri, l’assoluzione di Matteo Salvini nel processo Open Arms, lo schema di Ddl sui femminicidi, l’inchiesta urbanistica che ha coinvolto il sindaco Sala a Milano e il via libera definitivo alla riforma costituzionale sulla giustizia.

Un clima emotivo segnato da allarme e perplessità
La conversazione si è sviluppata prevalentemente su toni critici. L’allarme (27%) è stata l’emozione prevalente, seguita da ironia (18%), rabbia (16%) e perplessità (12%). Le componenti positive come supporto, apprezzamento e speranza si sono mantenute su livelli contenuti, tutte sotto il 10%. Il risultato è un clima emotivo fortemente sbilanciato su reazioni negative, che riflettono la tensione che accompagna il tema giustizia nel discorso pubblico.

Temi centrali: certezza della pena e autonomia della magistratura
L’autonomia della magistratura (215K) è stato l’argomento più trattato in termini di volumi di contenuti, seguito dalla condizione delle carceri (185K) e dalla certezza della pena (178K). Tuttavia, se si considerano le interazioni generate, è la certezza della pena ad aver raccolto il maggior coinvolgimento da parte degli utenti. In ambito referendario, il tema dominante è la separazione delle carriere, mentre altri temi come le correnti della magistratura, la responsabilità dei magistrati o il sorteggio dei membri del CSM sono rimasti su livelli più contenuti.

Referendum: se si votasse sui social vincerebbe il sì
Le conversazioni relative al referendum hanno generato oltre 15 mila post e 860 mila interazioni in poco più di due mesi, in un clima da subito polarizzato. Il 53% dei giudizi online risulta positivo, contro un 47% negativo, a conferma di un confronto acceso e bilanciato. Subito dopo l’approvazione in Senato si è registrato un forte picco favorevole al Sì, sostenuto da un focus sul contenuto della riforma. Nei giorni successivi, però, si è registrata una mobilitazione social del fronte del No, con l’avvio delle prime e proprie vere “campagne” da parte dei principali attori coinvolti (partiti, associazioni, comitati). Un aspetto che ha rafforzato ancora di più la polarizzazione delle conversazioni.

“La giustizia, pur essendo un tema istituzionale, riesce a generare un’attenzione sorprendente sui social, coinvolgendo un pubblico ampio, giovane e trasversale, ben oltre le cerchie tecniche o specializzate”, spiega Luca Ferlaino, Presidente di Socialcom. “Il referendum, ancora prima dell’avvio ufficiale della campagna, si presenta come un terreno già fortemente divisivo con segnali chiari di polarizzazione, soprattutto nel dibattito online.”