Socialcom Italia - Aprile 3, 2025

Qualità della vita nelle città italiane: Torino e Bari le più vivibili, Palermo in coda

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Socialcom analizza oltre 230mila interazioni social sul tema della vivibilità nelle 10 città italiane più popolate: Torino e Bari prime in classifica, maglia nera a Palermo. Trasporti e cultura i fattori più apprezzati, igiene e sicurezza i problemi più sentiti. Le emozioni? Orgoglio al Nord, speranza al Sud.

Quanto si parla di qualità della vita sul web quando si discute della propria città? Chi vince e chi perde tra le dieci città più popolose d’Italia? Quali sono i temi più dibattuti e quali emozioni dominano nelle conversazioni?

Socialcom, attraverso la piattaforma SocialData, ha analizzato 230 mila interazioni online — tra post, commenti e condivisioni — che negli ultimi 12 mesi hanno riguardato la vivibilità e la qualità della vita in dieci grandi città italiane.

Milano è la città più discussa: da sola raccoglie quasi 100 mila interazioni. Seguono Firenze (39 mila) e Roma (28 mila), quest’ultima sorprendentemente solo terza, segno che i suoi cittadini associano meno frequentemente la città al tema della vivibilità. A seguire: Torino, Bologna, Napoli, Palermo, Bari, Genova e Catania.

Ma quali città risultano più vivibili secondo i social? Torino e Bari si piazzano in cima alla classifica con il 57% dei post positivi, seguite da Firenze (54%), Bologna (53%), Genova (52%) e Roma (50%). Palermo conquista la maglia nera con il 50% di post negativi, seguita da Milano e Napoli (entrambe con il 43%). Catania mostra un sentiment più neutrale.

I temi che influenzano la percezione della qualità della vita variano da città a città. A Torino, Bologna e Genova, trasporti e mobilità sono centrali e, nel caso delle ultime due, anche il tema più positivamente percepito. Cultura e istruzione sono asset fondamentali, soprattutto a Torino e Bologna. La sostenibilità ambientale è un valore trasversale molto apprezzato.

Sul fronte dei problemi, igiene e decoro spiccano negativamente a Palermo, ma anche a Roma, Napoli e Genova. La sicurezza è una criticità sentita soprattutto a Milano, Napoli e Torino. Milano è anche l’unica città in cui il costo della vita è il problema più discusso. Infine, regolamentazioni e divieti incidono sulla percezione: a Milano i divieti di fumo all’aperto generano malcontento, mentre a Firenze le misure su affitti brevi e mobilità sostenibile sono ben accolte.

Le emozioni emerse dalle conversazioni social raccontano ulteriormente il rapporto tra cittadini e città. Al Nord, soprattutto a Milano, Bologna e Genova, domina l’orgoglio — sentimento che accomuna anche Bari. Nelle città d’arte come Firenze e Roma, prevale l’amore. Al Sud, invece, Napoli, Palermo e Catania si contraddistinguono per un sentimento dominante di speranza. Tra le emozioni negative, prevalgono preoccupazione e rabbia, con la delusione che emerge in particolare a Roma e Palermo.

“I social forniscono un vero e proprio termometro della qualità della vita percepita dai cittadini nelle loro città”, spiega Luca Ferlaino, fondatore di Socialcom. “Parlare di ciò che funziona e di ciò che non va è uno dei modi principali con cui le persone esprimono il proprio senso di appartenenza e le emozioni legate al territorio”.

Da Il Foglio AI, 3 Aprile 2025

Torino, Bari e il termometro digitale della vivibilità. Una classifica.

Testo realizzato con AI

Cosa vuol dire vivere bene in una città italiana? E soprattutto: cosa ci fa sentire, davvero, che stiamo vivendo bene? A rispondere non sono urbanisti, statistici o amministratori locali, ma gli utenti dei social network. L’ultima ricerca realizzata da Socialcom, partner

del Foglio AI, in esclusiva per il nostro giornale, prova a ribaltare i criteri canonici delle classifiche sulla qualità della vita eli sostituisce con la più diffusa (e spesso più sincera) delle metriche: le emozioni espresse online. Lo studio ha analizzato 230mila interazioni su post, commenti e condivisioni che, negli ultimi dodici mesi, hanno riguardato la vivibilità delle dieci città più popolose d’Italia. Non i parametri oggettivi, ma i sentimenti. Non gli indicatori Istat, ma l’umore digitale. E così, sorprendentemente, le città più vivibili secondo i social non sono Milano, Firenze o Roma, ma Torino e Bari, con un sentiment positivo

nel 57 per cento delle conversazioni. Al fondo della classifica, Palermo, fanalino di coda con il 50 per cento di post negativi. La città più discussa è Milano, che da sola raccoglie quasi 100mila interazioni. È la più grande, certo, ma è anche quella che polarizza di più: tanto da registrare il più alto numero di post critici legati al costo della vita, vera ossessione meneghina, e una reazione allergica ai divieti come quello di fumare all’aperto, che ha acceso discussioni accese e in alcuni casi esilaranti. Se a Milano si arrabbiano, a Firenze invece si compiacciono: lì le regolamentazioni su affitti brevi e modalità sono ben viste, e la città, nel suo complesso, conquista un 54 per cento di sentiment positivo.

A determinare l’”indice di vivibilità percepita” sono temi concreti e quotidiani: trasporti e mobilità sono centrali a Torino, Bologna e Genova, dove – caso raro in Italia – se ne parla bene. Cultura e istruzione trainano l’apprezzamento a Torino e Bologna, mentre l’igiene urbana affossa Palermo, ma anche Roma, Napoli e Genova. Milano si distingue ancora: è l’unica città in cui il tema dominante è il costo della vita. A Bari si discute molto anche di sicurezza e spazi verdi, ma prevale comunque una narrazione affettuosa e piena di orgoglio. A Napoli, invece, spiccano ironia e speranza: forse il modo migliore per rispondere ai problemi. E proprio le emozioni sono la parte più interessante di questa mappa sentimentale. Al Nord prevale l’orgoglio, soprattutto a Milano, Bologna e Genova. A Firenze e Roma dominano l’amore – anche quando si accompagna alla frustrazione. Al Sud la parola chiave è speranza: a Napoli, Palermo e Catania è il sentimento più ricorrente. Che si tratti di una rassegnazione allegra o di un’aspettativa reale, resta il segno di un Sud che non ha smesso di credere nella possibilità di cambiare. Tra le emozioni negative, ovunque si impongono preoccupazione e rabbia. Ma la rabbia, si sa, può essere una forma di attaccamento.

La ricerca mette in luce un aspetto fondamentale: ciò che rende una città vivibile non è solo la presenza di servizi efficienti, infrastrutture moderne o un elevato tenore di vita, ma anche il modo in cui i cittadini lo percepiscono e lo raccontano. Le città sono organismi viventi, plasmati dalle esperienze di chi le abita. E queste esperienze, sempre più spesso, trovano voce nei Social Network. Milano, ad esempio, è una città che suscita reazioni forti: amata per le sue opportunità professionali e la sua vivacità culturale, ma criticata per il costo della vita e per un’accelerazione che lascia poco spazio alla lentezza e alla contemplazione. Torino, invece, è vista come un luogo che coniuga qualità della vita e cultura, con un tessuto sociale coeso che la rende particolarmente apprezzata da chi la abita. Bari, infine, emerge come città capace di generare affetto e orgoglio, testimoniando che il benessere non è solo una questione economica, ma anche emozionale.

In fondo, la lezione della ricerca è proprio questa: non esiste una città ideale, ma esistono città in cui si continua a discutere, a preoccuparsi, ad arrabbiarsi e a sperare. Parlare male della propria città, nei social come al bar, è forse la più autentica delle dichiarazioni d’amore. O, come dice Luca Ferlaino, fondatore di Socialcom, “è uno dei modi principali con cui le persone esprimono il proprio senso di appartenenza e le emozioni legate al territorio”. Nessun algoritmo può misurarlo. Ma i post, i commenti, le reazioni, sì. E così, se volete sapere come si vive a Torino, non leggete un report statistico: cercate “Torino+trasporti” su Twitter. E se volete scoprire il segreto di Bari, scorrete le sue foto su Instagram e contate i cuori. Dietro ogni città ci sono dei cittadini. E dietro ogni post, un’idea – più o meno ottimista – di futuro.

Da Il Foglio AI, 3 Aprile 2025